◎ Sciamanesimo eurasiatico

I tre mondi e l'albero cosmico nello sciamanesimo siberiano

Mondo superiore, medio e inferiore nelle cosmologie siberiane: l'albero cosmico, il palo, il fiume e il foro nel cielo come vie del viaggio dello sciamano.

Per comprendere che cosa facesse uno sciamano siberiano durante il rito, bisogna prima capire come era immaginato il mondo in cui si muoveva. Molte cosmologie della Siberia e dell'Asia centrale condividono una struttura di base: l'universo è diviso in livelli sovrapposti, collegati tra loro da un asse. Lo sciamano è colui che sa percorrere questo asse.

Una struttura a strati

Nella forma più semplice, il cosmo si compone di tre parti:

Livello Abitanti tipici Caratteri
Mondo superiore divinità celesti, spiriti luminosi luce, ordine, origine delle anime in alcune tradizioni
Mondo medio esseri umani, animali, spiriti dei luoghi la vita quotidiana, la caccia, l'allevamento
Mondo inferiore antenati, defunti, spiriti pericolosi oscurità, ma anche ritorno e rigenerazione

Questa divisione non va presa come uno schema rigido valido ovunque. In molte tradizioni il mondo superiore è a sua volta diviso in più cieli, talvolta sette, nove o diciassette, secondo le versioni raccolte presso i popoli turchi e mongoli. Anche il mondo inferiore può avere più livelli. Il numero varia da popolo a popolo e perfino da narratore a narratore.

L'asse del mondo

Ciò che tiene insieme questi livelli è un asse, che le fonti descrivono in forme diverse. Può essere un albero immenso, una montagna, un palo, una colonna che sostiene il cielo, oppure un fiume che scorre attraverso i mondi. Gli studiosi delle religioni hanno chiamato questo elemento axis mundi, l'asse del mondo.

Presso molti popoli siberiani l'immagine dominante è quella dell'albero cosmico: le radici affondano nel mondo inferiore, il tronco attraversa il mondo medio, i rami raggiungono il cielo. Sui rami possono abitare le anime non ancora nate, in forma di uccelli, in attesa di scendere sulla terra. Racconti di questo tipo sono stati raccolti presso diversi popoli della Siberia.

La stella polare e il foro nel cielo

Un altro tema ricorrente è quello del chiodo del cielo. Presso vari popoli turchi e mongoli la stella polare era vista come un palo o un chiodo attorno a cui ruota la volta celeste. In alcune tradizioni il cielo ha un'apertura, un foro, attraverso il quale si può passare da un livello all'altro.

Questa immagine trova un riscontro concreto nell'abitazione. Nella tenda dei popoli nomadi, il foro per il fumo al centro del tetto corrisponde simbolicamente al foro nel cielo, e il palo centrale o il fumo che sale indicano la via verso l'alto. La casa diventa così un piccolo cosmo, con il focolare al centro.

Il fiume dei mondi

Presso alcuni popoli della taiga, come gli Evenchi, accanto all'albero compare l'immagine di un fiume cosmico: le sorgenti stanno nel mondo superiore, la foce nel mondo inferiore, e il mondo medio si trova lungo il corso. Lo sciamano può viaggiare risalendo o discendendo il fiume, e i suoi spiriti ausiliari sorvegliano i tratti del percorso.

Questa cosmologia fluviale riflette il paesaggio reale dei popoli che vivevano lungo i grandi fiumi siberiani. Il cosmo non era un'astrazione lontana, ma una trasfigurazione del territorio conosciuto.

Il viaggio dello sciamano

Su questa struttura si innesta l'attività rituale. Durante la seduta, lo sciamano compie un viaggio verso il mondo superiore o verso quello inferiore, a seconda dello scopo. Si saliva per portare offerte e richieste alle divinità celesti; si scendeva per accompagnare i defunti, per cercare un'anima che si credeva smarrita, per trattare con spiriti ostili.

Le descrizioni etnografiche mostrano che questo viaggio veniva spesso rappresentato in modo teatrale: lo sciamano mimava la salita, descriveva a voce gli ostacoli, dialogava con gli spiriti incontrati. I presenti seguivano il racconto e partecipavano con risposte e canti.

L'albero nel rito

L'albero cosmico non restava soltanto un'immagine mentale. In molte cerimonie veniva reso visibile: una betulla piantata al centro dello spazio rituale, un palo con tacche, un albero vero nel bosco scelto come luogo sacro. Arrampicarsi sull'albero, o percorrerne simbolicamente i gradini, significava salire di cielo in cielo.

Una chiave di lettura

Molti lettori riconosceranno in queste immagini motivi presenti anche altrove: il frassino Yggdrasill della tradizione norrena, la montagna cosmica di altre culture, la scala che unisce cielo e terra. Lo studio comparato ha messo in luce queste analogie, ma è importante non confondere somiglianza con identità. Ogni popolo ha costruito la propria immagine del cosmo a partire dal proprio paesaggio, dalla propria economia e dalla propria storia.

In sintesi

  • Molte cosmologie siberiane dividono l'universo in mondo superiore, medio e inferiore.
  • I livelli sono collegati da un asse: albero, montagna, palo, fiume o stella polare.
  • La tenda nomade riproduce il cosmo, con il foro del fumo come apertura verso il cielo.
  • Lo sciamano viaggia lungo l'asse verso l'alto o verso il basso, a seconda dello scopo del rito.
  • Le analogie con altre culture sono reali, ma ogni cosmologia resta legata al suo popolo.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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