Ogni anno, poche settimane prima della festa del Corpus Christi, decine di migliaia di persone salgono a piedi verso la valle di Sinakara, nella regione di Cusco, a circa 4.700 metri di altitudine, ai piedi dei ghiacciai del massiccio dell'Ausangate. È il pellegrinaggio del Qoyllur Rit'i, uno dei più grandi e suggestivi delle Ande. Il suo nome quechua significa «neve stellata» o «neve splendente», e la festa unisce in un unico evento la devozione cattolica e un rapporto antichissimo con le montagne e le stelle.
La leggenda d'origine
Il racconto più diffuso risale all'epoca coloniale, alla fine del Settecento. Un giovane pastore quechua di nome Mariano Mayta, che custodiva le greggi del padre sulle pendici della montagna, incontrò un ragazzo meticcio chiamato Manuel. I due diventarono amici e, grazie a Manuel, il gregge prosperò.
Quando il padre volle ringraziare lo sconosciuto, chiese al figlio di procurargli un vestito nuovo. La stoffa dell'abito di Manuel si rivelò di una qualità introvabile, e le autorità religiose vennero coinvolte. Quando il sacerdote e i suoi accompagnatori cercarono di raggiungere Manuel, videro una luce abbagliante. Al posto del ragazzo trovarono un arbusto con un crocifisso e Mariano, sconvolto, morì sul posto. Fu sepolto sotto una roccia, sulla quale apparve poi l'immagine di Cristo.
Quella roccia dipinta è oggi il cuore del santuario del Señor de Qoyllur Rit'i, costruito nella valle di Sinakara.
Una montagna sacra prima della croce
Gli studiosi hanno osservato che la devozione cristiana si è innestata su un luogo che aveva già un forte valore sacro. L'Ausangate è uno degli apu, gli spiriti delle montagne, più potenti della regione di Cusco, e il ghiacciaio era considerato una fonte di forza e di acqua vitale.
Il periodo della festa coincide inoltre con la ricomparsa delle Pleiadi nel cielo dell'alba, un evento che in molte comunità andine viene osservato per prevedere l'andamento della stagione agricola. Il Qoyllur Rit'i è quindi un esempio chiaro di come la religiosità andina abbia accolto il cristianesimo senza abbandonare il proprio paesaggio sacro.
Le nazioni danzanti
I pellegrini non arrivano in modo disordinato. Sono organizzati in gruppi chiamati naciones, «nazioni», che corrispondono a regioni e comunità di provenienza. Ogni nazione porta con sé musicisti, stendardi e compagnie di danzatori in costume.
Le danze sono moltissime, ciascuna con il proprio significato e il proprio abito. Alcune rappresentano popoli dell'Amazzonia, altre personaggi del mondo coloniale, altre ancora figure mitiche. Per giorni la valle risuona di flauti, tamburi e passi di danza, quasi senza interruzione.
Gli ukuku, i guardiani della montagna
Le figure più caratteristiche del pellegrinaggio sono gli ukuku, danzatori vestiti con un costume di lana scura che ricorda il pelo di un orso, con il volto coperto da una maschera di lana. L'ukuku è un essere a metà tra l'uomo e l'animale, legato ai miti andini sull'orso.
Gli ukuku hanno il compito di mantenere l'ordine tra la folla, scherzano con i pellegrini e parlano con voce acuta e alterata. Il loro momento più importante è la salita notturna al ghiacciaio. Tradizionalmente portavano a valle blocchi di ghiaccio, considerati portatori di forza e benedizione, che venivano poi distribuiti nelle comunità.
Negli ultimi anni questa usanza è stata abbandonata: le comunità hanno deciso di non asportare più il ghiaccio, a causa del visibile ritiro dei ghiacciai. Gli ukuku continuano a salire, ma tornano senza i blocchi. È un esempio notevole di come una tradizione viva si adatti per proteggere ciò che venera.
La processione finale
La festa si conclude con processioni che accompagnano le immagini sacre fuori dalla valle. Una parte dei pellegrini compie un lungo cammino notturno attraverso le montagne, per salutare il sole nascente in un punto elevato, inginocchiandosi alla sua comparsa. Anche qui la devozione cristiana e l'antico rapporto con il sole si fondono in un unico gesto.
Nel 2011 il pellegrinaggio al santuario del Señor de Qoyllur Rit'i è stato inserito dall'UNESCO nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
In sintesi
- Il Qoyllur Rit'i è un grande pellegrinaggio nella valle di Sinakara, ai piedi dell'Ausangate.
- La leggenda coloniale di Mariano e Manuel è all'origine del santuario della roccia dipinta.
- La festa si innesta sul culto antico delle montagne, del ghiaccio e delle Pleiadi.
- Gli ukuku, danzatori-orso, salgono di notte al ghiacciaio e oggi non asportano più il ghiaccio.
- Dal 2011 il pellegrinaggio è patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO.