Nel pantheon azteco nessuna divinità è inquietante e affascinante quanto Tezcatlipoca. Il suo nome in nahuatl significa «specchio fumante», cioè lo specchio di ossidiana nera, lucido e scuro, nel quale le immagini appaiono velate come attraverso il fumo. Era il signore della notte, dei re, degli stregoni e del destino: un dio che dava e toglieva, imprevedibile come la sorte.
I molti nomi di un dio
Le fonti in nahuatl raccolte dopo la conquista attribuiscono a Tezcatlipoca numerosi epiteti, che ne rivelano i diversi volti:
- Titlacahuan, «noi siamo i suoi schiavi», per indicare la dipendenza degli uomini dalla sua volontà;
- Yohualli Ehecatl, «notte e vento», perché invisibile e impalpabile;
- Moyocoyani, «colui che si crea da sé»;
- Telpochtli, «il giovane», patrono delle case dei giovani guerrieri, i telpochcalli.
Le preghiere a lui rivolte, conservate nel Codice Fiorentino, sono tra i testi più intensi della letteratura nahuatl: l'uomo vi si riconosce fragile, esposto a un potere che può innalzarlo o farlo cadere in un istante.
Lo specchio e il piede perduto
Nelle immagini dei codici Tezcatlipoca è riconoscibile da alcune caratteristiche fisse: bande orizzontali nere sul volto, uno specchio sulla tempia o sul petto, e soprattutto un piede sostituito da uno specchio fumante o da un osso. Secondo un mito della creazione, il dio perse il piede lottando con il mostro della terra, Tlaltecuhtli, quando insieme ad altre divinità ne ricavò la superficie del mondo.
Lo specchio di ossidiana era lo strumento con cui Tezcatlipoca vedeva tutto ciò che accadeva nel mondo, compresi i pensieri degli uomini. Nella Mesoamerica gli specchi, di ossidiana o di pirite, erano oggetti di prestigio e strumenti divinatori: guardarvi dentro significava aprire uno spiraglio su ciò che è nascosto.
Il rivale di Quetzalcoatl
Molti racconti oppongono Tezcatlipoca a Quetzalcoatl, il serpente piumato. Nei miti delle età cosmiche, i «soli» che si succedono prima del nostro, i due dèi si contendono il ruolo di sole e si distruggono a vicenda le ere del mondo. Nella leggenda di Tollan, Tezcatlipoca inganna il sovrano Quetzalcoatl mostrandogli il proprio volto in uno specchio e lo induce a infrangere i suoi voti, costringendolo all'esilio.
Questa contrapposizione non va letta come una lotta tra bene e male in senso cristiano. I due dèi sono forze complementari: il loro conflitto genera il movimento del tempo e il rinnovarsi delle ere.
La festa di Toxcatl
La cerimonia più nota legata a Tezcatlipoca era quella del mese di Toxcatl. Secondo le descrizioni di Sahagún, si sceglieva un giovane prigioniero senza difetti fisici, che per un anno intero diventava l'immagine vivente del dio.
- Gli si insegnava a suonare il flauto, a parlare con eleganza e a comportarsi da nobile.
- Percorreva la città adornato di fiori, accolto con riverenza.
- Nell'ultimo periodo riceveva quattro giovani donne come spose, chiamate con nomi di dee.
- Il giorno della festa saliva da solo i gradini di un piccolo tempio, rompendo a ogni gradino uno dei flauti che aveva suonato.
- In cima veniva sacrificato, e subito un altro giovane era scelto per l'anno seguente.
Le fonti stesse ne traevano una lezione: la gloria e la ricchezza della vita sono destinate a finire, come i flauti spezzati sui gradini.
Lo specchio di John Dee
Un filo inatteso lega Tezcatlipoca all'esoterismo europeo. Al British Museum di Londra si conserva uno specchio di ossidiana appartenuto, secondo la tradizione, a John Dee, il matematico e astrologo della corte di Elisabetta I, che lo avrebbe usato nelle sue sedute di visione. Il museo indica lo specchio come di origine azteca: un oggetto nato nella cultura dello «specchio fumante» e giunto in Europa dopo la conquista.
È un esempio affascinante di come un oggetto possa attraversare mondi diversi, cambiando significato senza perdere la propria aura. Lo Studio Esoterico Cornelio vi vede soprattutto il simbolo universale dello specchio come soglia tra visibile e invisibile.
Il significato simbolico
Tezcatlipoca incarna l'idea che l'esistenza umana sia esposta all'imprevedibile. Il suo specchio scuro rimanda un'immagine che non è mai del tutto chiara: invita a riconoscere i limiti della propria visione e a vivere con lucidità la precarietà delle cose. Per lo studioso di simboli è una figura che mostra quanto il sacro, in Mesoamerica, includesse anche l'ombra.
In sintesi
- Tezcatlipoca, «specchio fumante», era il dio azteco della notte, dei sovrani, degli stregoni e del destino.
- Si riconosce dalle bande nere sul volto e dal piede sostituito da uno specchio.
- I miti lo oppongono a Quetzalcoatl come forza complementare, non come male assoluto.
- Nella festa di Toxcatl un giovane impersonava il dio per un anno prima del sacrificio.
- Uno specchio di ossidiana di origine azteca, attribuito a John Dee, è conservato al British Museum.