Lo sciamano delle tradizioni eurasiatiche non agisce mai da solo. Nelle descrizioni etnografiche è sempre circondato da una schiera di presenze: spiriti che lo proteggono, lo guidano, lo trasportano, lo aiutano a combattere o a trattare. Questi spiriti ausiliari sono uno degli elementi più caratteristici dello sciamanesimo siberiano e centroasiatico.
Una distinzione utile
Gli studiosi distinguono spesso, con qualche semplificazione, tra due tipi di spiriti legati allo sciamano:
- gli spiriti tutelari, o protettori, che hanno scelto lo sciamano e lo accompagnano per tutta la vita, spesso identificati con antenati o con potenze di rango elevato;
- gli spiriti ausiliari in senso stretto, più numerosi, che lo aiutano in compiti specifici: volare, nuotare, cercare, difendere.
La distinzione non è sempre netta nelle fonti, e i popoli siberiani usavano categorie proprie che non coincidono con quelle degli antropologi. Rimane però utile per orientarsi.
Gli animali
Molti spiriti ausiliari hanno forma animale. La scelta dell'animale non è casuale e riflette sia l'ambiente sia la funzione:
| Animale | Funzione tipica nelle fonti |
|---|---|
| Uccelli (aquila, oca, cigno, corvo) | volo verso il mondo superiore, messaggi |
| Pesci e uccelli acquatici | immersione, viaggio verso il basso o lungo il fiume cosmico |
| Orso | forza, protezione, legame con la foresta e con gli antenati |
| Renna, alce, cervo | cavalcatura, guida nel viaggio |
| Serpente | passaggio tra i mondi, trasformazione |
Questi animali compaiono sul costume, sul tamburo, nei canti. Lo sciamano poteva imitarne i versi e i movimenti durante la seduta, rendendo visibile la loro presenza.
La madre-animale dei Sacha
Presso i Sacha, o Jacuti, della Siberia nord-orientale, gli etnografi hanno descritto la figura della ije-kyyl, la «madre-animale» dello sciamano. È uno spirito in forma di animale, spesso un uccello, un alce o un orso, legato in modo profondo all'anima dello sciamano. Si raccontava che la madre-animale si mostrasse raramente e che il suo destino fosse unito a quello dello sciamano.
Questa figura mostra bene che lo spirito ausiliare non è un semplice strumento. È un doppio, un'alterità intima, con cui lo sciamano condivide qualcosa della propria esistenza.
Gli ongon
In Mongolia e presso i Buriati la parola ongon (plurale ongod) indica sia uno spirito, spesso quello di un antenato o di uno sciamano defunto, sia l'oggetto che lo rappresenta e lo ospita. Gli ongon potevano essere figurine di feltro, di legno o di metallo, pezzi di stoffa, piccole immagini dipinte, conservati nella tenda in un luogo d'onore.
Agli ongon si offrivano cibo, latte, bevande; li si «nutriva» spalmando grasso o latte sulle figure. Il rapporto era di reciprocità: la famiglia si prendeva cura dello spirito e lo spirito proteggeva la famiglia. Quando il buddhismo si diffuse in Mongolia, tra il XVI e il XVII secolo, molti ongon furono raccolti e bruciati come oggetti idolatrici.
Come si acquistano gli spiriti
Le fonti descrivono modi diversi in cui gli spiriti arrivano allo sciamano. Possono passare in eredità da un parente sciamano, manifestarsi durante la crisi iniziatica, essere incontrati nel corso dei viaggi rituali. In alcune tradizioni lo sciamano accumulava spiriti nel corso della vita, e la sua forza era misurata anche dal numero e dalla qualità delle presenze che lo accompagnavano.
Non tutti gli spiriti erano benevoli. Alcuni andavano tenuti a bada, nutriti, rispettati con regole precise. Il rapporto con il mondo degli spiriti era un continuo negoziato, non una protezione garantita.
Animali e spiriti oggi
Nel mondo contemporaneo è diffusa l'idea dell'«animale guida» come simbolo personale, scelto o scoperto con esercizi di meditazione. È un'idea che deriva in parte dal neosciamanesimo occidentale e che ha poco a che fare con le tradizioni siberiane documentate, dove lo spirito ausiliare era legato a uno specialista, a una comunità e a una cosmologia precisa.
Chi si interessa a questi temi fa bene a tenere distinti i due piani: da un lato l'uso simbolico moderno, dall'altro le tradizioni storiche, che meritano di essere conosciute per ciò che erano.
In sintesi
- Lo sciamano eurasiatico agisce sempre accompagnato da spiriti tutelari e ausiliari.
- Molti spiriti hanno forma animale, scelta in base all'ambiente e alla funzione.
- Presso i Sacha la «madre-animale» è un doppio intimo dello sciamano.
- In Mongolia e presso i Buriati gli ongon sono insieme spiriti e oggetti che li ospitano.
- Il rapporto con gli spiriti era un negoziato continuo, non una protezione garantita.