Nell'Africa australe, tra i popoli di lingua nguni come gli Zulu, gli Xhosa e gli Swazi, esiste una figura religiosa molto rispettata: lo sangoma (in zulu isangoma, plurale izangoma; tra gli Xhosa si parla di igqirha, plurale amagqirha). È uno specialista rituale che fa da tramite tra i vivi e gli antenati, interpreta i segni e guida le persone nel loro rapporto con il mondo invisibile.
Gli antenati al centro
Per comprendere lo sangoma bisogna partire dal ruolo degli antenati nel pensiero di questi popoli. Gli spiriti dei defunti della famiglia, chiamati in zulu amadlozi o amathongo, non scompaiono con la morte: continuano a far parte della famiglia, osservano la vita dei discendenti, si aspettano rispetto e offerte e possono manifestare il loro favore o il loro disappunto.
Il rapporto con gli antenati si esprime in molti gesti:
- il sacrificio di un animale in occasione di eventi importanti come matrimoni, nascite e ritorni;
- la birra rituale preparata e condivisa con la famiglia e con i defunti;
- il ruolo dell'umsamo, la parte posteriore della capanna principale, considerata il luogo degli antenati;
- il fumo di certe piante bruciate, che nella tradizione «chiama» e onora gli spiriti.
Lo sangoma è la persona capace di ascoltare la voce degli antenati quando la famiglia non riesce a capirne i segni.
La chiamata
Nessuno, nella tradizione, sceglie di diventare sangoma. Si viene chiamati dagli antenati. La chiamata si manifesta attraverso sogni insistenti, visioni, inquietudini e coincidenze che la persona e la sua famiglia non riescono a spiegare. Spesso la persona tenta di rifiutare, e il rifiuto stesso fa parte del racconto: si dice che gli antenati insistano finché la chiamata non viene accolta.
Quando la famiglia riconosce il segno, la persona viene affidata a un maestro esperto.
L'apprendistato: ukuthwasa
Il periodo di formazione si chiama ukuthwasa, e chi lo attraversa è detto ithwasa, l'apprendista. La parola richiama l'idea della luna nuova che appare nel cielo: un'immagine di rinascita e di inizio.
L'apprendista vive presso il maestro, detto gobela, per un periodo che può durare anni. Durante l'ukuthwasa impara:
- a interpretare i sogni, considerati il principale canale di comunicazione con gli antenati;
- i canti e le danze, accompagnati dal tamburo, che favoriscono l'apertura verso gli spiriti;
- la conoscenza delle piante, nel loro valore rituale e simbolico;
- le regole di purità, i tabù e il comportamento appropriato;
- le tecniche di divinazione.
L'apprendista indossa abiti e ornamenti specifici, spesso bianchi, colore associato agli antenati e alla purezza. Al termine della formazione, una cerimonia pubblica accompagnata da sacrifici e danze segna la sua consacrazione come sangoma.
Le perline e l'aspetto
Gli izangoma sono riconoscibili per il loro abbigliamento: collane e bracciali di perline colorate, ognuna con un significato, pelli di animali, copricapi, a volte una coda di gnu o di altro animale usata come scacciamosche rituale. Le perline bianche sono particolarmente importanti, ma molte combinazioni di colori hanno valori propri, legati agli antenati e ai momenti della vita.
La divinazione
Le tecniche divinatorie variano da regione a regione:
| Tecnica | Descrizione |
|---|---|
| Lettura delle ossa | gettare un insieme di ossa, conchiglie, semi e piccoli oggetti, ognuno con un significato, e interpretarne la disposizione |
| Ascolto degli antenati | lo sangoma riceve i messaggi in stato di concentrazione o trance, spesso dopo canti e tamburo |
| Sogni | interpretazione dei sogni del consultante o dello stesso sangoma |
La lettura delle ossa, detta in zulu ukubhula ngamathambo, è anche molto diffusa tra popoli vicini di lingua sotho e tswana. In alcune consultazioni tradizionali, i presenti battono le mani e rispondono «siyavuma», «siamo d'accordo», mentre lo sangoma formula le sue interpretazioni.
Sangoma e inyanga
La tradizione zulu distingue lo sangoma dall'inyanga. Lo sangoma è chiamato dagli antenati ed è soprattutto un divinatore; l'inyanga è uno specialista che apprende la conoscenza delle piante e dei preparati attraverso lo studio e la trasmissione, senza una chiamata spirituale. Nella pratica le due figure possono sovrapporsi, ma la distinzione resta importante nel modo in cui le comunità le percepiscono.
Una tradizione viva
Gli izangoma non appartengono al passato. Sono presenti nelle città e nelle campagne dell'Africa australe, e la loro figura convive con il cristianesimo e con la vita moderna. Molte persone si rivolgono a loro nei momenti di passaggio, per comprendere un sogno o per onorare correttamente gli antenati.
In sintesi
- Lo sangoma è lo specialista rituale dei popoli nguni dell'Africa australe, tramite tra vivi e antenati.
- Gli antenati (amadlozi) restano parte della famiglia e si esprimono attraverso segni e sogni.
- Non si sceglie di diventare sangoma: si viene chiamati, e si segue l'apprendistato ukuthwasa.
- Perline, abiti bianchi, tamburo e lettura delle ossa caratterizzano la tradizione.
- La cultura zulu distingue lo sangoma, divinatore chiamato, dall'inyanga, esperto di piante.