Quando si parla di religioni afro-cubane si pensa subito alla Regla de Ocha, di origine yoruba. Ma a Cuba esiste un'altra grande famiglia di tradizioni, nata dall'eredità dei popoli dell'Africa centrale di lingua bantu, in particolare dell'area del Kongo: sono le Reglas de Congo, conosciute soprattutto con il nome di Palo Monte o semplicemente Palo.
Un'eredità dell'Africa centrale
Tra le persone deportate a Cuba, una parte consistente proveniva dall'Africa centro-occidentale, dalle regioni dell'antico regno del Kongo e dei territori vicini. A Cuba venivano chiamate genericamente congos. Portarono con sé una visione del mondo in cui i morti, la natura e le forze invisibili sono strettamente intrecciati.
Questa eredità si nota ancora nella lingua rituale del Palo, detta spesso habla conga o bantú: un insieme di parole di origine kikongo mescolate allo spagnolo cubano, usate nei canti, nelle invocazioni e nei nomi degli oggetti sacri.
Il «monte»: la natura come tempio
Il nome stesso della tradizione è eloquente. Palo significa «bastone», «legno»; monte, nello spagnolo di Cuba, indica il bosco, la vegetazione selvatica. Per i praticanti il monte è il grande tempio naturale, dimora degli spiriti e fonte di ogni forza. Alberi, radici, rami e terra non sono semplici materiali, ma presenze vive.
L'antropologa cubana Lydia Cabrera dedicò a questo universo un'opera fondamentale, El Monte, in cui raccolse dalla voce dei suoi informatori un'enorme quantità di racconti, nomi di piante, credenze e pratiche, mostrando quanto il sapere botanico fosse intrecciato con quello religioso.
La nganga: un mondo in un recipiente
Il centro del Palo è la nganga, chiamata anche prenda. Si tratta di un recipiente, tradizionalmente una pentola di ferro o di terracotta, nel quale vengono riuniti molti elementi: terra di luoghi diversi, bastoni di alberi del monte, pietre, ferri e altri materiali carichi di significato.
Nella concezione del Palo, la nganga non è un oggetto inerte. È la dimora di uno spirito dei morti, il nfumbe, e di forze della natura con cui il praticante stabilisce un patto di collaborazione. Si può dire che sia un microcosmo: un piccolo mondo che racchiude in sé il bosco, la terra, i fiumi e i morti.
Questa idea ha radici profonde nella tradizione kongo dei minkisi, contenitori di sostanze e di potenza spirituale, che in Africa centrale erano preparati dagli specialisti rituali chiamati banganga.
I mpungu: le grandi forze
Accanto ai morti, il Palo riconosce delle grandi forze della natura chiamate mpungu. Nel contatto con la Regla de Ocha, molti mpungu sono stati messi in corrispondenza con gli oricha:
| Mpungu | Ambito | Corrispondenza nella Regla de Ocha |
|---|---|---|
| Nsasi o Siete Rayos | fulmine, fuoco | Changó |
| Madre Agua | mare | Yemayá |
| Zarabanda | ferro, lavoro, forza | Oggún |
| Lucero | strade, inizio | Eleguá |
| Tiembla Tierra | pace, purezza | Obatalá |
Le corrispondenze non sono identità perfette: i mpungu conservano un carattere proprio, più legato al bosco e alla terra.
Le firmas: segni che firmano un patto
Una delle espressioni più visibili del Palo sono le firmas, disegni simbolici tracciati con il gesso o con il carbone sul pavimento, sul fondo della nganga o sugli oggetti rituali. Ogni firma è composta da frecce, croci, cerchi, linee e piccoli segni che identificano un mpungu, una nganga o un lignaggio.
Molti studiosi vi riconoscono un'eco del cosmogramma kongo, il segno a croce inscritto nel cerchio che rappresentava il percorso del sole e il confine fra vivi e morti. Tracciare una firma significa «firmare», cioè rendere presente una forza e chiamarla a testimone.
I rami della tradizione
Il Palo non è un blocco unico. Si è articolato in diversi rami, chiamati ramas, ciascuno con una propria storia e alcune differenze di rito:
- Palo Mayombe, il cui nome richiama una regione forestale dell'Africa centrale;
- Palo Briyumba, molto diffuso;
- Palo Kimbisa, conosciuto anche come Santo Cristo del Buen Viaje, che ha integrato numerosi elementi cristiani.
Le comunità sono organizzate in «case», guidate da un tata nganga o da una yayi nganga, che hanno iniziato i propri allievi secondo un lignaggio preciso.
L'iniziazione
L'ingresso nel Palo avviene con il rito del rayamiento: piccoli segni sulla pelle, che legano simbolicamente l'iniziato alla nganga della casa e ai suoi spiriti. Da quel momento la persona diventa pino nuevo, un «pino nuovo», cioè un giovane albero piantato nel monte della tradizione.
In sintesi
- Il Palo Monte è la principale tradizione afro-cubana di eredità bantu e kongo.
- Il monte, il bosco, è considerato il grande tempio naturale e fonte di forza.
- La nganga è un recipiente-microcosmo che ospita uno spirito dei morti e forze della natura.
- I mpungu sono le grandi forze del Palo, accostate ma non identiche agli oricha.
- Le firmas, segni tracciati col gesso, rendono presente una forza e richiamano il cosmogramma kongo.