Intorno al lago Bajkal, il lago più profondo del mondo, vivono i Buriati, un popolo di lingua mongolica che oggi abita soprattutto la Repubblica di Buriazia, nella Federazione Russa, e le regioni vicine. Lo sciamanesimo buriato è uno dei meglio documentati della Siberia meridionale, grazie agli studi di etnografi russi e buriati tra Ottocento e Novecento e alla sua sopravvivenza fino ai nostri giorni.
Boo e udagan
I Buriati distinguono due figure:
- il boo, lo sciamano uomo;
- l'udagan, la sciamana donna.
Il termine udagan, con forme simili, si trova presso diversi popoli siberiani, anche di lingue diverse, e questa diffusione ha fatto pensare agli studiosi che la figura della sciamana sia molto antica nella regione.
Il diritto di diventare sciamano era legato in modo stretto all'utkha, la «radice» o discendenza sciamanica. Si riteneva che la vocazione passasse lungo le generazioni: uno sciamano doveva avere antenati sciamani, e i loro spiriti erano quelli che lo sceglievano e lo sostenevano. Lo sciamano buriato percorreva inoltre un cammino di consacrazioni successive, ciascuna delle quali segnava un grado più alto.
I 99 tengri
La cosmologia buriata è dominata dal cielo, come in tutto il mondo turco-mongolo, ma lo articola in modo originale. Il cielo è popolato da 99 tengri, divinità celesti divise in due schiere:
| Schiera | Numero | Carattere tradizionale |
|---|---|---|
| Tengri occidentali | 55 | benevoli, legati alla luce |
| Tengri orientali | 44 | temibili, portatori di sventure |
I racconti mitici spiegano questa divisione con un conflitto tra le due schiere, che si riflette sul mondo umano. Gli uomini devono mantenere relazioni con entrambe: propiziare le potenze benevole e placare quelle ostili. Accanto ai tengri si trovano numerose altre figure: i «signori» dei luoghi, gli antenati dei clan, gli spiriti degli sciamani defunti.
Da questa articolazione nasce anche la distinzione, diffusa nella letteratura etnografica, tra sciamani «bianchi», rivolti soprattutto alle potenze occidentali, e sciamani «neri», capaci di trattare con quelle orientali. La distinzione è utile ma varia molto da gruppo a gruppo.
Ol'chon e la Roccia dello Sciamano
Il Bajkal è un paesaggio sacro. La sua isola maggiore, Ol'chon, è considerata uno dei luoghi più importanti dello sciamanesimo buriato. Sulla costa occidentale dell'isola si trova il capo Burchan, con la cosiddetta Roccia dello Sciamano, una formazione rocciosa a due punte che si protende sull'acqua.
Nella tradizione questo luogo è la dimora di una potenza molto rispettata, e fino a tempi recenti l'accesso era regolato da norme precise: non vi si andava senza ragione, non vi si entrava con certi animali, non vi si facevano rumori. Oggi la località è molto frequentata dai visitatori, e la sua tutela è oggetto di discussione nella comunità locale.
Il tailgan
Il rito collettivo più importante dei Buriati è il tailgan, una cerimonia che riunisce un clan, un villaggio o un gruppo di famiglie per offrire alle potenze del luogo e agli antenati. Si svolge tradizionalmente all'aperto, su un'altura o in un luogo stabilito, spesso nei mesi caldi.
Nel tailgan:
- gli sciamani guidano le invocazioni;
- si offrono latte, bevande, carne cotta;
- si chiede prosperità per il bestiame, pioggia favorevole, protezione per le famiglie;
- si rinnova il legame della comunità con il proprio territorio.
Il tailgan mostra con chiarezza che lo sciamanesimo buriato non era soltanto un affare tra lo sciamano e i suoi spiriti, ma una forma di religione comunitaria legata alla terra e alla parentela.
Sciamanesimo e buddhismo
Dal XVII-XVIII secolo il buddhismo tibetano si diffuse tra i Buriati, soprattutto a est del Bajkal. In queste zone lo sciamanesimo arretrò e in parte si fuse con il buddhismo, mentre a ovest del lago restò più forte. Ancora oggi in Buriazia convivono monasteri buddhisti, sciamani e luoghi sacri tradizionali.
Dopo la repressione del periodo sovietico, dagli anni Novanta lo sciamanesimo buriato ha conosciuto una rinascita, con associazioni di sciamani e tailgan pubblici. Lo Studio Esoterico Cornelio lo considera un esempio prezioso di come una tradizione possa sopravvivere e ricostruirsi senza perdere il legame con il proprio paesaggio.
In sintesi
- I Buriati vivono intorno al Bajkal e distinguono lo sciamano boo dalla sciamana udagan.
- La vocazione era legata all'utkha, la discendenza sciamanica.
- Il cielo è popolato da 99 tengri: 55 occidentali benevoli e 44 orientali temibili.
- L'isola di Ol'chon e il capo Burchan sono tra i luoghi più sacri.
- Il tailgan è il grande rito collettivo che lega comunità, antenati e territorio.