I Mancesi, popolo di lingua tungusa della Manciuria, conquistarono la Cina nel XVII secolo e fondarono la dinastia Qing, che governò l'impero fino al 1912. Pur adottando molte istituzioni cinesi, i sovrani mancesi conservarono e codificarono le proprie tradizioni sciamaniche. Dalla stessa cultura proviene uno dei testi più affascinanti della letteratura sciamanica eurasiatica: il racconto della sciamana Nisan.
Il racconto
La Storia della sciamana Nisan (in mancese Nišan saman-i bithe) ci è giunta in alcuni manoscritti in lingua mancese, scoperti e studiati tra la fine dell'Ottocento e il Novecento. Il racconto, diffuso anche in forma orale presso diversi popoli tungusi, narra una vicenda di viaggio nell'aldilà.
La trama, nelle sue linee essenziali, è questa:
- Un ricco signore, che ha già perduto un figlio, ne ha un secondo, Sergudai Fiyanggū, che muore improvvisamente durante una battuta di caccia.
- Il padre, disperato, cerca uno sciamano capace di riportarlo in vita, e gli viene indicata una giovane vedova, la sciamana Nisan.
- Nisan accetta, entra in trance con l'aiuto di un assistente che suona il tamburo e canta, e parte per il regno dei morti.
- Durante il viaggio attraversa un fiume, paga i guardiani, supera porte e barriere, accompagnata dai suoi spiriti ausiliari in forma di animali e uccelli.
- Giunge alla città di Ilmun Han, il signore dei morti, che ha preso con sé l'anima del ragazzo. Con l'aiuto dei suoi spiriti, che si trasformano in uccelli, Nisan la sottrae e la porta via.
- Sulla via del ritorno incontra il marito defunto, che le chiede di riportarlo in vita. Il suo corpo è ormai decomposto e non può tornare; quando lui la minaccia, Nisan lo getta nella città dei morti.
- Nisan incontra anche una figura divina femminile che regola le nascite e il destino, e vede le pene dei morti.
- Tornata nel mondo dei vivi, riporta l'anima nel corpo del ragazzo, che si risveglia.
Che cosa racconta il testo
Il racconto è prezioso perché presenta, in forma narrativa, molti elementi che gli etnografi hanno descritto nelle sedute dei popoli tungusi:
| Elemento del racconto | Corrispondenza nella pratica |
|---|---|
| L'assistente che suona e canta | il ruolo dell'aiutante nelle sedute reali |
| Il fiume da attraversare | la geografia dell'aldilà nelle cosmologie siberiane |
| Gli spiriti animali e uccelli | gli spiriti ausiliari dello sciamano |
| La trattativa con i guardiani | il negoziato con le potenze, con offerte |
| Il recupero dell'anima | uno dei compiti tradizionali dello sciamano |
La conclusione del racconto, in alcune versioni, è amara: la suocera di Nisan, venuta a sapere che la nuora ha rifiutato di riportare in vita il marito, la denuncia all'imperatore, e gli strumenti di Nisan vengono gettati in un pozzo. Gli studiosi hanno letto questo finale come un riflesso delle tensioni tra lo sciamanesimo e le autorità statali e religiose.
Lo sciamanesimo della corte
Accanto allo sciamanesimo popolare, la dinastia Qing sviluppò uno sciamanesimo di corte, controllato e ritualizzato. Nel 1747, sotto l'imperatore Qianlong, fu pubblicato un codice ufficiale dei riti mancesi dedicati agli spiriti e al Cielo, che fissava le preghiere, le offerte, i calendari e i gesti dei riti.
Elementi caratteristici di questo sciamanesimo imperiale:
- il tangse, santuario sciamanico della famiglia imperiale a Pechino, dove si svolgevano i riti dinastici;
- i riti nel palazzo, con offerte di carne di maiale, preghiere in lingua mancese e l'erezione di un palo sacro nel cortile;
- il ruolo di sciamane e sciamani addetti alla corte, spesso donne di famiglie mancesi.
Questo sciamanesimo era molto diverso da quello di Nisan: non prevedeva viaggi nell'aldilà, ma preghiere e offerte regolate, al servizio della continuità dinastica e dell'identità mancese.
Due volti di una stessa tradizione
La coesistenza di uno sciamanesimo rituale di corte e di uno sciamanesimo estatico popolare è uno dei temi più studiati della storia mancese. I sovrani volevano conservare le tradizioni dei padri, ma temevano le forme incontrollabili del rito. La codificazione del 1747 rispondeva anche a questa esigenza: preservare la memoria, limitando l'improvvisazione.
Un testo da leggere
La storia di Nisan è stata tradotta in diverse lingue europee ed è considerata una delle grandi narrazioni sciamaniche dell'Asia orientale. Per lo Studio Esoterico Cornelio è un testo di rara bellezza: una sciamana coraggiosa, il viaggio nel regno dei morti, la scelta dolorosa di lasciare andare chi non può tornare.
In sintesi
- I Mancesi fondarono la dinastia Qing e conservarono le loro tradizioni sciamaniche.
- La Storia della sciamana Nisan narra il viaggio di una sciamana nel regno dei morti.
- Nisan recupera l'anima di un ragazzo da Ilmun Han e rifiuta di riportare il marito.
- Nel 1747 i Qing codificarono i riti sciamanici di corte, celebrati anche nel tangse.
- Lo sciamanesimo mancese ebbe un volto ufficiale e uno popolare, spesso in tensione.