◎ Sciamanesimo eurasiatico

Il costume dello sciamano siberiano: ferro, frange e ossa

Il costume sciamanico siberiano come corpo rituale: pendenti di ferro, frange, copricapo con corna, figure di uccello e di scheletro e il loro senso.

Insieme al tamburo, il costume è l'elemento che più colpiva i viaggiatori e gli etnografi in Siberia. Non era un abito da cerimonia nel senso europeo del termine, cioè un vestito elegante per una festa. Era piuttosto un secondo corpo, carico di simboli, che lo sciamano indossava per diventare, durante il rito, qualcosa di diverso dalla persona di tutti i giorni.

Un abito pesante

Molti costumi conservati nei musei sono sorprendentemente pesanti. Sulla base di pelle o di stoffa erano cuciti decine di pendenti di ferro o di altri metalli, campanelli, dischi, figure ritagliate. Alcuni esemplari pesano diversi chili, e le fonti ricordano che indossarli e muoversi per ore durante la seduta richiedeva forza e resistenza.

Il peso non era un difetto. Il metallo, il suo tintinnio e il suo valore erano parte integrante del significato. Presso molti popoli siberiani il ferro e il lavoro del fabbro erano circondati da rispetto e timore, e in diverse tradizioni si credeva che fabbri e sciamani fossero legati da una parentela simbolica. Un detto riportato dagli etnografi presso i Sacha afferma che fabbro e sciamano vengono dallo stesso nido.

Le frange e le piume

Lungo le maniche, la schiena e l'orlo, molti costumi presentano lunghe frange di pelle o di stoffa. In diverse tradizioni queste frange sono interpretate come piume: lo sciamano, vestendo l'abito, assume la natura di un uccello capace di volare verso il mondo superiore. Il tema dell'uccello ricorre anche nei copricapi ornati di piume e in figure di uccelli appese al costume.

Non ovunque il significato era lo stesso. In alcune aree le frange erano lette come i peli di un animale, oppure come serpenti, che in certe tradizioni siberiane sono spiriti ausiliari. La stessa forma poteva dunque portare simboli diversi.

Lo scheletro sull'abito

Uno degli aspetti più singolari di alcuni costumi, in particolare presso gli Evenchi e i popoli vicini, è la presenza di elementi metallici che riproducono le ossa: costole, braccia, gambe, talvolta l'intero scheletro stilizzato. Lo sciamano appariva così come un essere ridotto alla sua struttura essenziale.

Questo motivo è stato collegato dagli studiosi ai racconti di iniziazione in cui il futuro sciamano sogna di essere smembrato dagli spiriti e poi ricomposto con ossa nuove. Lo scheletro sull'abito ricorda quella rinascita simbolica e la condizione di chi ha attraversato la morte e ne è tornato.

Il copricapo

Il copricapo variava molto da popolo a popolo. Presso gli Evenchi e altri gruppi della taiga erano diffuse le corna di ferro, che imitavano quelle della renna o del cervo e richiamavano l'animale come guida e cavalcatura. È proprio un copricapo di questo tipo che compare nella celebre incisione di Witsen del 1692.

Altri copricapi erano fatti di piume, di pelliccia, di stoffa con nastri pendenti davanti al volto. Questi nastri, o frange davanti agli occhi, ricorrono in diverse tradizioni e hanno spesso la funzione di coprire la vista ordinaria, come a indicare che durante il rito lo sciamano guarda con altri occhi.

Gli spiriti cuciti sull'abito

Molti pendenti rappresentano gli spiriti ausiliari dello sciamano: uccelli, pesci, orsi, serpenti, figure umane. Il costume diventava così una sorta di assemblea visibile delle presenze che accompagnavano lo sciamano. Ogni nuovo spirito acquisito nel corso della vita poteva tradursi in un nuovo elemento cucito sull'abito.

Per questa ragione due costumi non erano mai identici. Raccontavano la storia personale di chi li indossava, il suo rapporto con gli spiriti e le tappe del suo cammino.

Come leggere un costume oggi

Davanti a un costume sciamanico in un museo, è utile ricordare alcune cose:

  1. Non era un oggetto decorativo: ogni elemento aveva una funzione rituale.
  2. Non era intercambiabile: apparteneva a una persona precisa e alla sua storia.
  3. Non rappresenta «lo sciamanesimo» in generale: è il prodotto di un popolo, di un'epoca e di una tradizione specifica.
  4. Spesso è arrivato nel museo in circostanze difficili, durante campagne di conversione o di repressione.

Queste considerazioni non diminuiscono il fascino dell'oggetto, ma lo rendono più vero.

Il costume e la trasformazione

Indossare il costume significava, nel linguaggio di molte tradizioni, cambiare natura. Lo sciamano diventava uccello per salire, animale per correre, scheletro per ricordare la propria morte simbolica. L'abito era il luogo in cui il corpo umano si apriva al mondo degli spiriti. È un tema che lo studio delle tradizioni esoteriche riconosce in molte forme: la veste come segno visibile di una trasformazione interiore.

In sintesi

  • Il costume sciamanico siberiano era un secondo corpo rituale, spesso molto pesante.
  • I pendenti di ferro richiamavano il legame simbolico tra sciamano e fabbro.
  • Frange e piume evocavano spesso il volo dell'uccello verso il mondo superiore.
  • Alcuni costumi riproducevano lo scheletro, in relazione ai racconti di smembramento iniziatico.
  • Ogni costume era unico e raccontava la storia personale dello sciamano.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche