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Il Serpente Arcobaleno nelle tradizioni aborigene australiane

Il Serpente Arcobaleno aborigeno tra acqua, pioggia e legge: nomi locali come Ngalyod e Waugal, racconti, arte rupestre e il senso del suo potere.

Tra le figure ancestrali dell'Australia aborigena, il Serpente Arcobaleno è probabilmente la più conosciuta fuori dal continente. Compare in racconti, pitture su corteccia, arte rupestre e cerimonie di regioni lontanissime tra loro. Proprio questa diffusione, però, invita alla prudenza: dietro un'unica etichetta inglese si nascondono molti esseri diversi, ciascuno con il proprio nome, il proprio paese e la propria storia.

Un'etichetta moderna

L'espressione Rainbow Serpent fu adottata dagli antropologi nella prima metà del Novecento, in particolare da A. R. Radcliffe-Brown, che notò come in molte parti dell'Australia esistesse la credenza in un grande serpente legato all'acqua e all'arcobaleno. Fu una sintesi utile per la comparazione, ma le comunità parlano di esseri precisi:

  • Ngalyod presso i Kunwinjku della Terra di Arnhem occidentale;
  • Waugal o Wagyl presso i Noongar dell'Australia sud-occidentale, legato ai fiumi e ai laghi della regione dell'odierna Perth;
  • Yurlunggur nei racconti degli Yolngu della Terra di Arnhem nord-orientale;
  • molti altri nomi, in altrettante lingue.

Signore delle acque

Il tratto più costante è il legame con l'acqua. Il serpente abita pozze profonde, sorgenti, fiumi; il suo corpo sinuoso ha scavato i letti dei corsi d'acqua e le gole tra le rocce. L'arcobaleno che appare dopo la pioggia è spesso interpretato come il serpente che si sposta da una pozza all'altra, o che si erge verso il cielo.

In un continente in cui l'acqua è vita e la sua assenza è morte, questa figura assume un'importanza enorme. È associata alla stagione delle piogge, alla crescita delle piante, alla fertilità della terra e degli esseri viventi. In diverse comunità certe pozze sono considerate dimora del serpente e vanno avvicinate con cautela: chi arriva per la prima volta viene presentato al luogo da un custode, talvolta chiamandolo per nome o bagnandolo con l'acqua della pozza, perché il serpente riconosca il visitatore e non lo consideri un estraneo.

Creatore e punitore

Il Serpente Arcobaleno è un essere ambivalente. Da un lato dà forma al paesaggio e porta la pioggia che rende abitabile il paese. Dall'altro è pericoloso: molte storie raccontano di persone inghiottite o di inondazioni scatenate perché qualcuno aveva violato la legge.

Un esempio celebre è il ciclo delle sorelle Wawilak (o Wagilag) presso gli Yolngu. Due sorelle, in viaggio, si fermano presso la pozza del grande serpente e, senza volerlo, la contaminano. Il serpente si solleva, provoca una tempesta e le inghiotte. Il racconto, con le sue molte varianti, è alla base di importanti cerimonie e parla di stagioni, di regole di comportamento e del rapporto tra uomini e donne.

La lezione ricorrente è chiara: chi rispetta i luoghi d'acqua e le norme ancestrali vive in armonia con il paese; chi li viola rischia di scatenare forze che non può controllare.

Nell'arte rupestre e su corteccia

Nella Terra di Arnhem si trovano pitture rupestri di grandi serpenti, alcune considerate molto antiche dagli studiosi dell'arte rupestre. Nelle pitture su corteccia della stessa regione Ngalyod è spesso rappresentato con un corpo ornato da fitti tratteggi incrociati, il rarrk, che conferisce all'immagine una qualità luminosa, quasi vibrante.

Queste opere non sono semplici illustrazioni: per gli artisti rendono presente l'essere ancestrale e la sua storia. Per questo alcune immagini sono pubbliche, mentre altre possono essere viste solo da persone iniziate.

Il serpente e la terra oggi

La figura del serpente ancestrale ha assunto anche un significato contemporaneo. Nella regione di Perth, ad esempio, i Noongar hanno richiamato il Waugal nelle discussioni su progetti che toccavano fiumi e laghi considerati sacri. In questi casi il racconto ancestrale diventa un argomento di tutela del paesaggio, mostrando che il Dreaming non è un ricordo folkloristico ma un riferimento vivo.

Uno sguardo comparativo

Chi conosce le tradizioni del mondo noterà che il serpente legato all'acqua compare in molte culture: dai naga dell'Asia meridionale ai draghi della pioggia cinesi, fino al serpente che morde la propria coda della tradizione ermetica. Lo Studio Esoterico Cornelio considera questi confronti stimolanti, ma ricorda che ogni simbolo va letto prima di tutto nel suo contesto: il serpente aborigeno non è un archetipo astratto, è un essere che abita una pozza precisa, in un paese preciso, custodito da persone precise.

In sintesi

  • «Serpente Arcobaleno» è un'etichetta antropologica per molti esseri ancestrali diversi.
  • Ha nomi locali come Ngalyod, Waugal e Yurlunggur.
  • È legato all'acqua, alla pioggia e alla fertilità del paese.
  • È ambivalente: crea il paesaggio, ma punisce chi viola la legge.
  • Le sue immagini sono talvolta pubbliche, talvolta riservate agli iniziati.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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