Immaginate una mappa che non si legge con gli occhi, ma si canta. Una mappa in cui ogni strofa corrisponde a una sorgente, a una collina, a un albero, e in cui l'ordine dei versi è l'ordine dei luoghi lungo il cammino. È ciò che in inglese si chiama songline, «linea del canto», e che in molte comunità aborigene australiane è indicato anche come Dreaming track, il sentiero di un essere ancestrale.
Il cammino degli antenati
Nelle tradizioni aborigene gli esseri ancestrali del Dreaming non sono rimasti immobili: hanno viaggiato. Ogni loro spostamento ha creato elementi del paesaggio e ha lasciato dietro di sé un racconto. Il canto che narra quel viaggio segue fedelmente il percorso, tappa dopo tappa. Chi conosce il canto conosce dunque la strada, i punti d'acqua, i rifugi, i pericoli.
Una songline può essere breve e restare nel territorio di un solo gruppo, oppure attraversare centinaia di chilometri e il paese di popoli diversi, che parlano lingue diverse. In questo caso ogni gruppo custodisce il proprio tratto del canto, nella propria lingua, e la linea nel suo insieme si ricompone solo grazie alla collaborazione tra le comunità.
Come funziona una mappa cantata
Le songlines combinano più livelli di informazione:
- geografico: la sequenza dei luoghi, le distanze, la posizione delle risorse;
- ecologico: quali piante e animali si trovano in un'area e in quale stagione;
- sociale: quali gruppi sono responsabili di un tratto e che rapporti di parentela li uniscono;
- rituale: quali cerimonie vanno compiute in un luogo, da chi e con quali restrizioni.
Il canto è spesso accompagnato da danze, pitture corporee e disegni sul terreno. Insieme formano un sistema di memoria estremamente efficace, che non dipende dalla scrittura e che lega l'informazione al corpo e al movimento.
Le Sette Sorelle: una songline del cielo
Una delle songlines più conosciute è quella delle Sette Sorelle, chiamata Kungkarangkalpa dagli Anangu del deserto centrale. Racconta di un gruppo di sorelle che fuggono attraverso il continente inseguite da un uomo che le desidera e che cambia forma per ingannarle. Lungo il percorso le sorelle lasciano tracce nel paesaggio, finché salgono in cielo, dove diventano le stelle che noi chiamiamo Pleiadi.
Il racconto è condiviso, in versioni diverse, da molti popoli dei deserti occidentali e centrali. Alcuni gruppi lo hanno raccontato pubblicamente attraverso pitture, danze e una grande mostra organizzata dal Museo nazionale australiano, scegliendo con cura che cosa rendere visibile e che cosa mantenere riservato.
Scambio e incontro
Le songlines non servivano solo a orientarsi. Lungo questi percorsi viaggiavano oggetti, materie prime e idee: ocra, pietre per utensili, conchiglie, piante. Ai punti d'incontro tra gruppi si svolgevano cerimonie comuni, si combinavano matrimoni, si risolvevano dispute. Il canto, che passava di lingua in lingua, era una sorta di trattato condiviso, che stabiliva diritti e doveri reciproci.
Il libro che le rese celebri
In Europa la parola divenne popolare grazie al libro Le vie dei canti dello scrittore inglese Bruce Chatwin, uscito nel 1987. Il volume ha avuto il merito di far conoscere l'idea a un vasto pubblico, ma mescola osservazione, letteratura e riflessione personale. Molti studiosi e molte comunità aborigene hanno fatto notare che offre un'immagine romantica e parziale. Chi vuole capire davvero le songlines deve rivolgersi soprattutto alle voci dei custodi e al lavoro etnografico condotto con il loro consenso.
Un sapere che chiede permesso
Come per il Dreaming in generale, anche le songlines non sono interamente pubbliche. Alcuni tratti, canti e luoghi sono riservati a persone che hanno ricevuto un'iniziazione specifica, oppure solo agli uomini o solo alle donne. Ascoltare una songline, quando una comunità decide di condividerla, è un privilegio, non un diritto.
Un'eco nella tradizione occidentale
Chi studia le arti della memoria del Rinascimento noterà una somiglianza suggestiva con i «palazzi della memoria», in cui ogni concetto era collocato in un luogo immaginario da percorrere mentalmente. Le songlines fanno qualcosa di analogo, ma con luoghi reali, calpestati, cantati da generazioni. Allo Studio Esoterico Cornelio questa analogia interessa non per assimilare le due tradizioni, ma per ricordare quanto il binomio tra luogo e memoria sia profondamente umano.
In sintesi
- Una songline è un percorso ancestrale narrato da un canto che segue la sequenza dei luoghi.
- Contiene informazioni geografiche, ecologiche, sociali e rituali.
- Può attraversare il paese di molti popoli, ciascuno custode del proprio tratto.
- La songline delle Sette Sorelle collega il deserto alle Pleiadi.
- Molti tratti sono riservati e la loro conoscenza si riceve solo con il permesso dei custodi.