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Il tiwah dei Dayak Ngaju: il secondo funerale nel Borneo

La religione kaharingan dei Dayak Ngaju del Borneo e il tiwah, il secondo funerale che guida l'anima al villaggio celeste: sandung e sapundu.

Nell'interno del Borneo, lungo i grandi fiumi del Kalimantan Centrale, vivono i Dayak Ngaju. Una parte di loro segue ancora la religione tradizionale chiamata Kaharingan, il cui rito più importante e impegnativo è il tiwah: un secondo funerale, celebrato anche anni dopo la morte, che ha lo scopo di accompagnare definitivamente l'anima del defunto nel mondo degli antenati.

Chi sono i Dayak

«Dayak» è un nome collettivo che indica numerosi popoli indigeni del Borneo, diversi per lingua, costumi e storia: Iban, Kenyah, Kayan, Ngaju e molti altri. Spesso associati nell'immaginario europeo alle lunghe case comuni e alla caccia alle teste, oggi sono comunità che vivono tra tradizione, cristianesimo, islam e trasformazioni rapide del territorio.

I Ngaju abitano soprattutto lungo i fiumi Kahayan e Katingan. La loro religione tradizionale è stata studiata a lungo dagli antropologi per la ricchezza della sua cosmologia.

Kaharingan: una religione riconosciuta

In Indonesia lo Stato riconosce un numero limitato di religioni ufficiali. Per ottenere spazio e tutela, i seguaci della Kaharingan hanno ottenuto nel corso del Novecento il riconoscimento della loro fede come forma dell'induismo, con il nome di Hindu Kaharingan. Questa scelta ha comportato un processo di organizzazione: un consiglio religioso, testi di riferimento, luoghi di culto comuni.

Al centro della cosmologia sta Ranying Hatalla Langit, l'essere supremo, accanto a una figura femminile associata al mondo inferiore e alle acque. Il cosmo è diviso in un mondo superiore, un mondo inferiore e il mondo intermedio degli umani, spesso rappresentati con l'immagine di un albero della vita.

Due funerali, due tappe

Secondo la Kaharingan, alla morte l'anima, chiamata liau o liaw, non raggiunge subito la sua destinazione finale. Rimane in uno stato intermedio, vicino ai vivi, finché non viene celebrato il tiwah.

Fase Che cosa accade Stato dell'anima
primo funerale sepoltura provvisoria del corpo sospesa, vicina al villaggio
periodo intermedio mesi o anni di attesa e raccolta di mezzi ancora legata ai vivi
tiwah esumazione, purificazione, sacrifici, deposizione nel sandung accompagnata al villaggio celeste

La destinazione finale è Lewu Tatau, un villaggio celeste descritto come luogo di prosperità e bellezza, dove le anime vivono in pace con gli antenati.

Il rito del tiwah

Il tiwah è una cerimonia collettiva: spesso diverse famiglie si uniscono per celebrarlo insieme, perché i costi sono elevati. Può durare settimane e comprende fasi diverse.

  1. Esumazione delle ossa dei defunti, che vengono pulite e trattate con cura.
  2. Costruzione o restauro del sandung, un piccolo edificio di legno su pali, spesso decorato, in cui le ossa verranno conservate.
  3. Sacrifici di animali: bufali, mucche, maiali e polli. I bufali vengono legati ai sapundu, pali di legno scolpiti con figure umane e animali.
  4. Canti rituali dei sacerdoti, detti basir o balian, che con un linguaggio sacro guidano il viaggio dell'anima, descrivendone le tappe fino a Lewu Tatau.
  5. Deposizione delle ossa nel sandung e chiusura del rito, che libera anche i vivi dal lutto.

Il tiwah ha quindi un doppio effetto: per il defunto segna l'arrivo definitivo nel mondo degli antenati; per la famiglia scioglie i divieti e gli obblighi del lutto, permettendo di riprendere pienamente la vita sociale.

Un rito che rafforza la comunità

Come in altri secondi funerali dell'arcipelago indonesiano, il tiwah è anche un grande evento sociale. Raduna parenti da villaggi lontani, mobilita risorse, crea e rinnova legami. Il prestigio di una famiglia si misura anche nella capacità di celebrare degnamente i propri morti.

Nel 1907 l'antropologo francese Robert Hertz, studiando proprio i funerali del Borneo sulla base delle fonti disponibili, propose un'idea divenuta classica: la morte, in molte culture, non è un istante, ma un processo che richiede tempo per essere compiuto, per il defunto e per chi resta.

In sintesi

  • I Dayak Ngaju del Kalimantan Centrale seguono in parte la religione Kaharingan, riconosciuta in Indonesia come Hindu Kaharingan.
  • L'anima non raggiunge subito la destinazione finale, ma resta sospesa fino al tiwah.
  • Il tiwah comprende esumazione, sacrifici legati ai pali sapundu, canti dei sacerdoti e deposizione nel sandung.
  • La destinazione dell'anima è Lewu Tatau, il villaggio celeste degli antenati.
  • Il rito scioglie anche il lutto dei vivi e rinsalda la comunità.
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Studio Esoterico Cornelio

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