Lungo il fiume Ucayali, nell'Amazzonia peruviana, vive il popolo shipibo-konibo. Chi visita i loro villaggi nota subito una cosa: quasi ogni superficie è coperta da disegni geometrici fittissimi, fatti di linee spezzate, croci, rombi e spirali. Sono i kené. Nella tradizione shipibo questi disegni sono strettamente legati ai canti rituali chiamati icaros. Immagine e suono, per gli Shipibo, sono due modi di esprimere la stessa realtà.
Che cos'è il kené
La parola kené indica i disegni tradizionali shipibo. Si trovano su molti supporti:
- tessuti di cotone ricamati o dipinti, come le gonne delle donne;
- ceramiche, soprattutto i grandi vasi per le bevande;
- oggetti di legno, remi, utensili;
- in passato e in certe occasioni, il volto e il corpo delle persone.
I kené sono realizzati soprattutto dalle donne, che imparano l'arte fin da bambine osservando madri e nonne. Una buona disegnatrice è molto rispettata. Ogni donna sviluppa uno stile personale, pur all'interno di regole condivise: una struttura di linee principali più spesse, riempita da linee sottili e motivi secondari.
Lo Stato peruviano ha riconosciuto l'arte del kené come patrimonio culturale della nazione, sottolineandone il valore per l'identità del popolo shipibo.
Disegni che si possono cantare
L'aspetto più straordinario dei kené è il loro rapporto con il suono. Secondo molte testimonianze shipibo, i disegni non sono solo decorazioni, ma possono essere «letti» e «cantati». Una melodia può essere tradotta in un disegno e un disegno può essere tradotto in una melodia.
Questa idea si capisce meglio pensando alla musica come a una trama. Le linee del kené si intrecciano e si ripetono come le frasi di un canto. Antropologi ed etnomusicologi che hanno lavorato con gli Shipibo hanno raccolto spiegazioni di questo tipo, pur notando che il rapporto tra disegno e canto è vissuto in modi diversi da persona a persona.
Alcuni racconti attribuiscono l'origine dei disegni alla grande anaconda cosmica, Ronin, sulla cui pelle si trovavano tutti i motivi del mondo. Altri parlano di insegnamenti ricevuti dalle piante o dagli spiriti.
Gli icaros, i canti rituali
Gli icaros sono canti rituali eseguiti dagli specialisti shipibo, chiamati con diversi nomi tra cui onanya, «colui che sa». Si apprendono durante lunghi periodi di ritiro e di dieta rituale nella foresta, in cui lo specialista vive isolato, segue regole alimentari severe e, secondo la tradizione, riceve i canti dagli spiriti delle piante e degli animali.
Ogni icaro ha uno scopo. Ci sono canti per chiamare la protezione, per allontanare influenze dannose, per accompagnare i passaggi difficili, per armonizzare una persona con il suo ambiente. Spesso sono cantati a bassa voce, sussurrati o fischiati, nella notte.
Nella concezione shipibo, il canto dello specialista è percepito anche come un disegno luminoso. Quando l'onanya canta, si dice che i kené si posano sulla persona per cui canta, come una veste di luce che riporta ordine nel suo essere. È qui che immagine e suono si uniscono completamente.
Un sapere della foresta
Gli icaros vengono tradizionalmente cantati durante cerimonie notturne, in alcuni casi legate all'uso rituale di piante della foresta che la tradizione considera maestre. Questo aspetto ha attirato negli ultimi decenni un forte interesse da parte di visitatori stranieri, con la nascita di un vero turismo spirituale nella regione.
Molti Shipibo vivono questo fenomeno con sentimenti contrastanti. Da un lato ha portato attenzione e risorse; dall'altro ha trasformato in merce pratiche che, nella comunità, sono legate a un lungo apprendistato, a responsabilità precise e a un rapporto con il territorio. Il rispetto per questa tradizione richiede di guardarla come un sistema di conoscenza completo, non come un'esperienza da consumare.
Arte, cosmo e ordine
I kené e gli icaros esprimono una stessa idea: il mondo è attraversato da trame invisibili, e il compito dell'arte e del rito è renderle visibili e udibili, ristabilendo l'ordine quando si è spezzato. Una gonna dipinta, un vaso decorato e un canto sussurrato nella notte partecipano dello stesso linguaggio.
In sintesi
- I kené sono i disegni geometrici shipibo, realizzati soprattutto dalle donne.
- Il Perù riconosce l'arte del kené come patrimonio culturale della nazione.
- Secondo molte testimonianze, i disegni possono essere «cantati» e i canti «disegnati».
- Gli icaros sono canti rituali appresi durante lunghi ritiri nella foresta.
- Il turismo spirituale ha portato attenzione ma anche il rischio di mercificazione.