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I katsinam hopi: spiriti della pioggia, danze e bambole tihu

I katsinam del popolo hopi: chi sono, perché arrivano dal solstizio d'inverno a luglio, le danze nelle piazze, le bambole tihu e il rispetto dovuto.

Sugli altipiani dell'Arizona settentrionale, in villaggi costruiti sulla cima di tre grandi mesa, vivono gli Hopi, uno dei popoli pueblo del Sud-ovest. La loro vita religiosa ruota attorno a una figura che il mondo esterno conosce soprattutto attraverso le statuine di legno dipinto: il katsina, al plurale katsinam. In inglese il nome è spesso scritto kachina. Dietro gli oggetti colorati c'è una teologia della pioggia, della reciprocità e del ciclo dell'anno.

Chi sono i katsinam

I katsinam sono esseri spirituali. Le tradizioni hopi li descrivono come messaggeri, spiriti degli elementi, degli animali, delle piante e anche degli antenati. Sono moltissimi, centinaia, ciascuno con un aspetto, un nome e un carattere: ci sono katsinam del mais, delle nuvole, degli animali come l'orso o l'aquila, figure guerriere e figure buffe.

Il loro compito principale è legato alla pioggia. In una terra arida, dove il mais si coltiva senza irrigazione e dipende dalle precipitazioni estive, la pioggia è la condizione stessa della vita. I katsinam portano le preghiere del popolo agli esseri che governano le nuvole e ritornano come nuvole cariche d'acqua.

Il calendario: da dicembre a luglio

Secondo la tradizione, i katsinam non restano sempre tra gli Hopi. Per metà dell'anno vivono nelle loro dimore, tra cui le cime delle San Francisco Peaks, le montagne sacre a sud-ovest dei villaggi. Arrivano intorno al solstizio d'inverno, legato alla cerimonia di Soyal, e restano fino all'estate.

Durante questi mesi si svolgono le loro cerimonie:

  • Powamu, a febbraio, detta anche «danza dei fagioli»: nelle kiva, le camere cerimoniali sotterranee, si fanno germogliare fagioli in anticipo, come segno della stagione fertile che verrà. È anche il momento in cui i bambini vengono introdotti alla conoscenza dei katsinam.
  • Danze nelle piazze in primavera e all'inizio dell'estate, che durano un giorno intero e richiamano parenti e visitatori.
  • Niman, a luglio, la «cerimonia del ritorno a casa», con cui i katsinam si congedano e ripartono verso le loro dimore portando con sé le preghiere per la pioggia.

Danzatori e presenza

Durante le cerimonie i katsinam compaiono come danzatori mascherati, che si muovono in file nella piazza del villaggio con canti, sonagli e passi ripetuti. Per gli Hopi non si tratta di attori che recitano: chi danza, indossando la maschera con il giusto spirito, diventa il veicolo attraverso cui il katsina è presente.

Accanto ai katsinam solenni compaiono figure comiche, i clown sacri, che durante le pause della danza fanno ridere il pubblico imitando comportamenti sbagliati: avidità, vanità, maleducazione. Il loro umorismo ha una funzione precisa, perché mostra davanti a tutti ciò che una persona hopi non dovrebbe fare e ricorda che anche il riso fa parte del sacro.

Il valore della danza dipende anche dall'atteggiamento dei partecipanti. Le tradizioni hopi insistono sul «buon cuore»: pensieri pacifici, assenza di rancore, concentrazione nella preghiera. Una cerimonia celebrata con animo turbato perde forza.

Le bambole tihu

Le statuine che il mondo chiama kachina dolls si chiamano in hopi tihu (plurale tithu). Sono intagliate tradizionalmente nella radice di pioppo americano, dipinte e ornate, e riproducono l'aspetto dei diversi katsinam.

Non sono idoli, né giocattoli nel senso comune. Durante le cerimonie i danzatori katsina le donano alle bambine e alle ragazze, che le appendono in casa. Servono a far conoscere i katsinam e portano con sé l'augurio di fertilità e benessere. Le bambine piccole ricevono spesso una forma semplice e piatta; con l'età le statuine diventano più elaborate.

Nel Novecento gli intagliatori hopi hanno sviluppato anche una produzione per il mercato dell'arte, con figure sempre più dettagliate e realistiche. Accanto a queste continua la produzione tradizionale destinata alle famiglie.

Rispetto e riservatezza

Alcune danze katsina sono aperte ai visitatori, ma con regole precise: le comunità hopi vietano di fotografare, registrare o disegnare le cerimonie. Molti riti nelle kiva sono riservati agli iniziati. Le maschere stesse sono considerate esseri viventi e il loro commercio è stato contestato più volte dalle autorità tribali.

Chi si avvicina a questa tradizione da fuori dovrebbe ricordare che i katsinam non sono un repertorio di immagini decorative, ma parte di una religione praticata oggi, con un proprio calendario e una propria disciplina.

In sintesi

  • I katsinam sono esseri spirituali hopi legati alla pioggia, agli elementi e agli antenati.
  • Restano tra gli Hopi dal periodo del solstizio d'inverno alla cerimonia di Niman a luglio.
  • Powamu, le danze nelle piazze e Niman scandiscono la loro stagione.
  • Le bambole tihu sono doni rituali alle bambine, non idoli né semplici giocattoli.
  • Le cerimonie non si fotografano né si registrano: è una religione viva.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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