✺ Africa e diaspora

I griot del mondo mande: la parola, il nyama e l'epopea di Sunjata

Chi sono i jeli, i griot dell'Africa occidentale mande: custodi delle genealogie, della forza nyama della parola, della kora e dell'epopea di Sunjata.

Nell'Africa occidentale di lingua mande, che si estende tra Mali, Guinea, Senegal, Gambia e paesi vicini, la memoria non è affidata ai libri ma alla voce di una categoria di persone speciali: i jeli, conosciuti in Europa con il termine francese griot. Sono musicisti, cantori, genealogisti, consiglieri e mediatori. Ma soprattutto sono i custodi di una parola considerata potente, capace di dare forma alla realtà.

Chi sono i jeli

I jeli appartengono a un gruppo sociale ereditario: si nasce jeli, non lo si diventa. Il sapere passa di padre in figlio e di madre in figlia, all'interno di famiglie che portano cognomi ben riconoscibili, come Kouyaté, Diabaté, Sissoko, Kanouté. Tra i Wolof del Senegal una figura analoga è chiamata géwël.

Tradizionalmente ogni famiglia nobile aveva il suo jeli, legato a essa da generazioni. Il suo compito era:

  • conservare la genealogia della famiglia e ricordarne le imprese;
  • celebrare nascite, matrimoni, investiture;
  • consigliare i capi e farsi portavoce nelle trattative;
  • mediare nei conflitti, perché la sua parola era ascoltata da tutte le parti.

Il nyama: la forza della parola

Per capire il ruolo dei jeli bisogna conoscere il concetto mande di nyama. Il termine indica una forza vitale, un'energia presente in tutte le cose, negli esseri viventi, negli animali, nelle piante, negli oggetti. Ogni azione libera nyama, e chi lo manipola deve saperlo controllare.

I jeli fanno parte dei nyamakala, i gruppi di specialisti che lavorano con il nyama: accanto a loro stanno i fabbri e i lavoratori del cuoio. Il fabbro trasforma il ferro, il conciatore trasforma la pelle; il jeli trasforma la parola. In questa concezione la parola non è un semplice mezzo di comunicazione: lodare qualcuno, ricordare i suoi antenati, cantarne le gesta significa risvegliare in lui una forza che lo spinge ad agire.

Per questo i jeli erano rispettati e insieme temuti. La loro lode poteva elevare un uomo; il loro silenzio, o la loro critica, poteva ferirlo profondamente.

Gli strumenti

La parola dei jeli è accompagnata dalla musica. Gli strumenti principali sono:

Strumento Descrizione
Kora arpa-liuto con una grande cassa di zucca ricoperta di pelle e numerose corde
Balafon xilofono di lamelle di legno con zucche come risonatori
Ngoni liuto a corde pizzicate, considerato tra gli strumenti più antichi del mondo mande

Secondo la tradizione, il balafon più antico, detto Sosso Bala, è ancora custodito dalla famiglia Kouyaté nel villaggio di Niagassola, in Guinea. Viene suonato solo in occasioni speciali ed è oggetto di grande venerazione come reliquia vivente della storia mande.

L'epopea di Sunjata

Il racconto più importante affidato ai jeli è l'epopea di Sunjata (o Soundiata) Keita, il fondatore dell'impero del Mali nel XIII secolo. La storia, nelle sue linee principali, narra:

  1. la nascita di Sunjata da un re del Manden e da una donna dall'aspetto sgradevole, ma dotata di una forza misteriosa;
  2. la sua infanzia difficile: il ragazzo non riusciva a camminare ed era deriso da tutti;
  3. il giorno in cui, appoggiandosi a una sbarra di ferro forgiata dai fabbri, si alzò in piedi;
  4. l'esilio, durante il quale crebbe in forza e saggezza;
  5. il ritorno e la vittoria su Sumanguru Kanté, re-fabbro di Sosso, signore di poteri occulti;
  6. la fondazione dell'impero e l'organizzazione della società mande.

In questo racconto i jeli hanno un ruolo da protagonisti: Balla Fasséké Kouyaté, il jeli di Sunjata, è considerato l'antenato dei Kouyaté di oggi. Ancora oggi, quando un Kouyaté canta per un Keita, rinnova un legame che viene fatto risalire a otto secoli fa.

L'epopea è stata trascritta in molte versioni. Una delle più note è quella pubblicata nel 1960 dallo storico guineano Djibril Tamsir Niane, raccolta dalla voce del jeli Mamadou Kouyaté, che ha fatto conoscere la storia di Sunjata ai lettori di tutto il mondo.

Storia e verità

Gli storici considerano l'epopea di Sunjata una fonte preziosa ma particolare. Non è una cronaca nel senso moderno: è un racconto che trasmette valori, rapporti tra famiglie, fondamenti sociali. I jeli stessi distinguono tra versioni pubbliche e conoscenze riservate, trasmesse solo a pochi. La verità che custodiscono non è solo quella dei fatti, ma quella del significato.

I jeli oggi

La tradizione dei jeli è viva e si è adattata al mondo contemporaneo. Molti grandi musicisti dell'Africa occidentale provengono da famiglie di jeli e hanno portato la kora e i canti antichi nei teatri e nelle registrazioni internazionali. Allo stesso tempo, i jeli continuano a svolgere il loro ruolo nelle cerimonie familiari, nelle feste e nella vita delle comunità.

In sintesi

  • I jeli, o griot, sono i custodi ereditari della memoria e della parola nel mondo mande.
  • Conservano le genealogie, celebrano gli eventi, consigliano e mediano.
  • La loro parola è legata al nyama, la forza vitale che la parola stessa può risvegliare.
  • Kora, balafon e ngoni accompagnano il loro canto; il Sosso Bala è una reliquia viva della tradizione.
  • L'epopea di Sunjata Keita, fondatore dell'impero del Mali, è il loro racconto più importante.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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