Sulla grande falesia di Bandiagara, nel Mali centrale, vivono i Dogon, un popolo di agricoltori che ha costruito i suoi villaggi tra le rocce, i ghiaioni e l'altopiano. Le loro case di argilla, i granai dal tetto di paglia e le maschere scolpite sono tra le immagini più note dell'Africa occidentale. Ma la notorietà dei Dogon in Europa è legata soprattutto alla loro cosmologia, che è stata oggetto di studi celebri e di controversie altrettanto famose.
Griaule e Ogotemmêli
L'etnologo francese Marcel Griaule lavorò a lungo tra i Dogon a partire dagli anni Trenta del Novecento. Nel 1948 pubblicò Dieu d'eau («Dio d'acqua»), il resoconto di una serie di conversazioni con un anziano cacciatore cieco di nome Ogotemmêli, che gli avrebbe rivelato la conoscenza profonda del suo popolo.
Il libro presentava un sistema di pensiero di grande complessità e bellezza, paragonabile alle grandi cosmologie del mondo antico. Ebbe un enorme successo e cambiò il modo in cui molti europei guardavano alle culture africane, mostrando che anche un popolo senza scrittura poteva possedere una filosofia articolata.
Amma e i Nommo
Nel racconto raccolto da Griaule, all'origine di tutto c'è Amma, il dio creatore. Amma plasmò il mondo e generò esseri primordiali chiamati Nommo, spiriti legati all'acqua, raffigurati spesso come gemelli, con caratteri in parte umani e in parte simili a pesci o a serpenti.
Alcuni temi principali di questa cosmologia sono:
- la gemellarità come condizione ideale dell'essere, perché unisce maschile e femminile;
- il disordine introdotto da un essere primordiale ribelle, che spezza l'armonia della creazione;
- la parola come forza creatrice, trasmessa attraverso la tessitura, la forgia e il lavoro dei campi;
- la corrispondenza tra il corpo umano, la casa, il villaggio e l'universo.
In questa visione, ogni gesto quotidiano, dal tessere al costruire, ripete in piccolo l'opera della creazione.
Le maschere e la società Awa
Le maschere dogon sono custodite e danzate dalla società maschile detta Awa. Esistono numerosi tipi di maschere, che rappresentano animali, figure umane, mestieri e personaggi della vita sociale. Alcune delle più note sono:
| Maschera | Caratteristiche |
|---|---|
| Kanaga | sormontata da una struttura a doppia croce, con bracci verso l'alto e verso il basso |
| Sirige | altissima, a forma di palo, evoca una casa a più piani |
| Satimbe | sormontata da una figura femminile, ricorda il ruolo delle donne nella scoperta delle maschere |
Le maschere hanno un ruolo centrale nelle cerimonie funebri chiamate dama, che accompagnano le anime dei defunti fuori dal villaggio e verso la condizione di antenati. La danza delle maschere serve a ristabilire l'ordine turbato dalla morte.
Il Sigui
La cerimonia più rara e solenne dei Dogon è il Sigui, celebrata circa ogni sessant'anni. Commemora, secondo la tradizione, la prima morte e l'origine della parola tra gli esseri umani. Il Sigui si svolge nel corso di più anni, passando da un villaggio all'altro lungo la falesia. Per l'occasione viene scolpita una grande maschera, l'imina na o «grande maschera», che rappresenta l'antenato mitico e viene conservata in riparo.
Gli uomini che partecipano per la prima volta al Sigui imparano una lingua segreta, il sigi so, riservata alla società delle maschere. Poiché la cerimonia ricorre a distanza di decenni, la maggior parte delle persone ne vede uno solo nella vita.
La questione di Sirio
Griaule e la sua collaboratrice Germaine Dieterlen pubblicarono anche studi secondo i quali alcuni sapienti dogon conoscevano dettagli astronomici sulla stella Sirio e su una sua compagna invisibile a occhio nudo. Queste affermazioni furono riprese da autori che ne trassero teorie sensazionalistiche su contatti extraterrestri.
Negli anni successivi, l'antropologo olandese Walter van Beek condusse una nuova ricerca sul campo tra i Dogon e non trovò conferma di quella conoscenza. Molti studiosi ritengono oggi che parte del sistema descritto da Griaule sia il frutto di un dialogo complesso tra l'etnologo e i suoi informatori, influenzato dalle domande poste e dalle aspettative reciproche.
Il dibattito non toglie valore alla cultura dogon. Insegna però una lezione di metodo: ogni testimonianza etnografica va letta tenendo conto di chi la raccoglie e di come viene raccolta.
Lo hogon
La guida spirituale di un gruppo di villaggi è lo hogon, un anziano che vive in isolamento rituale e osserva molte regole di purità. È considerato il custode dell'ordine cosmico e della fertilità della terra, legato al culto di Lebe, l'antenato associato al serpente.
In sintesi
- I Dogon vivono sulla falesia di Bandiagara, in Mali, e sono noti per architettura, maschere e cosmologia.
- Marcel Griaule ne descrisse il pensiero in Dieu d'eau, basato sui colloqui con Ogotemmêli.
- Amma è il dio creatore; i Nommo sono esseri primordiali legati all'acqua e alla gemellarità.
- Le maschere della società Awa accompagnano i morti; il Sigui ricorre circa ogni sessant'anni.
- Le affermazioni su Sirio sono state contestate da ricerche successive, come quelle di Walter van Beek.