Tra i simboli dell'Africa centrale, pochi hanno avuto una vita lunga e ramificata quanto il cosmogramma kongo. È un segno semplice nella forma: una croce inscritta in un cerchio, con piccoli dischi alle estremità dei bracci. Ma racchiude un'intera visione del mondo, del tempo e del destino umano. Nella lingua kikongo è indicato con espressioni come dikenga dia Kongo o tendwa nza Kongo.
Il regno del Kongo
Il simbolo appartiene all'universo culturale dei BaKongo, popolo di lingua bantu stanziato lungo il basso corso del fiume Congo, in un'area oggi divisa tra Angola, Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo. Qui fiorì il regno del Kongo, uno stato strutturato con una capitale, un sovrano e una rete di province.
Alla fine del Quattrocento il regno entrò in contatto con i portoghesi, e il suo re ricevette il battesimo. Il cristianesimo si diffuse nella corte e in parte della popolazione, intrecciandosi con le concezioni religiose locali. Questo incontro è importante per capire la storia del cosmogramma, come vedremo.
La struttura del segno
Per leggere il cosmogramma conviene scomporlo nei suoi elementi.
- La linea orizzontale è chiamata kalunga. Rappresenta il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, spesso immaginato come una grande distesa d'acqua, il mare o un fiume, o come la superficie di uno specchio.
- La metà superiore è il mondo dei vivi, la terra degli esseri umani.
- La metà inferiore è mpemba, il mondo dei morti e degli antenati, associato al colore bianco, colore della terra argillosa usata nei riti e del mondo spirituale.
- La linea verticale unisce i due mondi: è l'asse del potere e della comunicazione fra il cielo, la terra e il regno sottostante.
Il cerchio esterno indica il movimento continuo che collega tutte le parti.
I quattro momenti del sole
La chiave più nota del cosmogramma è il percorso del sole, ciascuno dei cui momenti corrisponde a una fase della vita umana. Nella lettura proposta dallo studioso congolese Fu-Kiau Bunseki, i quattro punti hanno nomi precisi:
| Punto | Momento del sole | Fase della vita |
|---|---|---|
| Kala | alba | nascita, inizio |
| Tukula | mezzogiorno | maturità, pienezza delle forze |
| Luvemba | tramonto | morte, passaggio |
| Musoni | mezzanotte | esistenza nel mondo degli antenati, gestazione di un nuovo inizio |
Come il sole tramonta e poi risorge, così l'essere umano attraversa la kalunga con la morte e continua a esistere nel mondo dei morti. In questa concezione la vita è un ciclo: la morte non è la fine, ma un passaggio verso un'altra condizione, da cui si può tornare attraverso le generazioni.
Un segno da tracciare, non solo da guardare
Il cosmogramma non era un emblema da appendere. Le fonti etnografiche lo descrivono come un segno da tracciare a terra in momenti solenni. Nei giuramenti, ad esempio, una persona poteva porsi in piedi sulla croce disegnata al suolo: stava così simbolicamente tra il mondo dei vivi e quello dei morti, chiamando gli antenati a testimoni della verità delle sue parole.
Il punto d'incontro tra le due linee è considerato un luogo di massima potenza, un vero crocevia cosmico.
L'incontro con la croce cristiana
Quando il cristianesimo arrivò nel Kongo, la croce portata dai missionari fu accolta in un contesto dove il segno incrociato aveva già un significato profondo. Gli storici dell'arte hanno studiato i crocifissi kongo in ottone, prodotti per secoli: vi si riconoscono elementi europei, ma anche tratti locali che mostrano come la croce fosse letta attraverso la lente del cosmogramma, come immagine del passaggio fra la vita e la morte.
Le tracce nelle Americhe
Lo storico dell'arte statunitense Robert Farris Thompson, nel libro Flash of the Spirit, ha proposto di riconoscere l'eredità del cosmogramma in diverse tradizioni della diaspora:
- nelle firmas del Palo Monte cubano, tracciate col gesso;
- in alcuni segni grafici legati alle tradizioni di matrice kongo in Brasile;
- in alcuni usi funerari documentati nelle comunità afroamericane del sud degli Stati Uniti, come la decorazione delle tombe con oggetti legati all'acqua e alla luce.
Alcune di queste interpretazioni sono discusse dagli studiosi, ma hanno avuto il merito di attirare l'attenzione sulla continuità del pensiero kongo oltre l'Atlantico.
In sintesi
- Il cosmogramma kongo è una croce inscritta in un cerchio che rappresenta il mondo e il destino umano.
- La linea orizzontale, la kalunga, separa il mondo dei vivi da mpemba, il mondo dei morti.
- I quattro punti seguono il percorso del sole e le fasi della vita: nascita, maturità, morte, rinascita.
- Era un segno da tracciare a terra, usato ad esempio nei giuramenti.
- La sua eredità è stata riconosciuta nei crocifissi kongo e in varie tradizioni della diaspora.