◎ Sciamanesimo eurasiatico

Ülgen ed Erlik: il cielo e l'abisso del kam dell'Altai

Il kam dei popoli turchi dell'Altai tra Ülgen, signore del cielo, ed Erlik, sovrano del mondo inferiore: la betulla con le tacche e l'ascesa rituale.

Tra le tradizioni sciamaniche dell'Eurasia, quella dei popoli turchi dell'Altai, la regione montuosa dove oggi si incontrano Russia, Mongolia, Cina e Kazakistan, è una delle meglio documentate dall'Ottocento. Qui lo specialista rituale è chiamato kam, e la sua attività si muove tra due poli: il cielo luminoso di Ülgen e l'abisso di Erlik.

Le fonti

Gran parte di ciò che sappiamo sulle cerimonie dell'Altai nel XIX secolo viene dal lavoro di Wilhelm Radloff (Vasilij Radlov in russo), linguista ed etnografo tedesco al servizio della Russia, che raccolse testi, canti e descrizioni di riti presso i popoli turchi della Siberia meridionale. Alle sue pagine attinsero poi molti studiosi, tra cui Mircea Eliade, che ne fece uno dei pilastri del suo libro sullo sciamanesimo.

Va ricordato che queste fonti riflettono un momento preciso, segnato già dalla presenza missionaria russa, e lo sguardo di un osservatore esterno. Sono preziose, ma non sono una fotografia di una tradizione immutabile.

Ülgen, il signore del cielo

Ülgen, spesso chiamato Bai-Ülgen, è la grande divinità celeste delle tradizioni altaiche. Abita in uno dei cieli più alti, è creatore e garante dell'ordine del mondo, ed è associato alla luce, alla fertilità delle mandrie e al benessere delle famiglie. Non interviene di continuo nella vita quotidiana: per raggiungerlo occorre un viaggio lungo e difficile, che solo il kam può compiere.

In alcune versioni dei miti di creazione raccolti nell'Altai, Ülgen crea il mondo insieme a un compagno che diventerà il suo avversario. Questo compagno è Erlik.

Erlik, il sovrano dell'abisso

Erlik è il signore del mondo inferiore, il regno dei morti. Nei miti è talvolta descritto come il primo uomo o come un fratello di Ülgen che, per superbia, tentò di creare un mondo proprio e fu respinto verso il basso. Governa le anime dei defunti e gli spiriti che possono portare disgrazie.

Il rapporto con Erlik non è semplicemente di opposizione. Il kam poteva scendere nel suo regno per trattare, offrire doni, riportare indietro ciò che si riteneva perduto. In questa tradizione il mondo inferiore non è il luogo del male assoluto, ma una parte necessaria dell'ordine cosmico, con cui bisogna saper negoziare.

La betulla con le tacche

La cerimonia più celebre descritta da Radloff è il grande sacrificio offerto a Ülgen, che si svolgeva in più giornate. Al centro della tenda rituale veniva piantata una giovane betulla, la cui cima usciva dal foro del tetto. Sul tronco erano intagliate delle tacche, nove secondo la descrizione di Radloff, che rappresentavano i gradini del cielo.

Durante la cerimonia il kam saliva questi gradini uno dopo l'altro, accompagnato dal tamburo e dal canto. Ogni tacca corrispondeva a un cielo, e a ciascun livello il kam descriveva ciò che incontrava: paesaggi, spiriti, prove da superare. Il pubblico seguiva il racconto come un viaggio condiviso. Arrivato al punto più alto concesso, il kam si rivolgeva a Ülgen e riferiva poi le risposte ricevute.

Il significato della salita

La betulla in questo rito è l'albero cosmico reso concreto. Salire le tacche significa attraversare i cieli; il foro del tetto da cui esce la cima è l'apertura del cielo. Tutta la tenda diventa una rappresentazione dell'universo, e il rito una drammatizzazione del rapporto tra la comunità e il suo dio celeste.

È importante notare che si tratta di un'ascesa simbolica e teatrale, eseguita davanti a testimoni e secondo regole tramandate. Non è un'esperienza privata, ma un'azione collettiva in cui la comunità rinnova il proprio legame con il cielo.

La discesa verso Erlik

Le fonti descrivono anche riti di discesa, meno pubblici e considerati più pericolosi. Il kam percorreva una strada verso il basso, attraversava un ponte sottile sopra un abisso, giungeva alla dimora di Erlik e lì contrattava con offerte. Il ponte sottile è un motivo ben noto in molte tradizioni religiose come immagine del passaggio difficile tra i mondi.

Dopo Radloff

All'inizio del Novecento nell'Altai nacque un movimento religioso, il burkhanismo, che si oppose ai sacrifici cruenti e alla figura del kam legato a Erlik. In epoca sovietica le pratiche furono represse. Dagli anni Novanta del Novecento si osserva una ripresa di interesse, con forme nuove che dialogano con la memoria delle fonti antiche.

In sintesi

  • Nell'Altai lo specialista rituale è il kam, documentato soprattutto dalle ricerche di Wilhelm Radloff.
  • Ülgen è la divinità del cielo luminoso; Erlik governa il mondo inferiore e i defunti.
  • Nel grande rito per Ülgen il kam saliva una betulla con tacche, immagine dei cieli.
  • La salita era un'azione pubblica e teatrale, non un'esperienza privata.
  • Il mondo inferiore era una parte dell'ordine cosmico con cui negoziare, non il male assoluto.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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