Chi viaggia in Mongolia incontra presto un elemento ricorrente del paesaggio: un cumulo di pietre, spesso con un palo o dei rami al centro, coperto di sciarpe azzurre, ossa, offerte. Si trova sui passi di montagna, sulle colline, lungo le strade, presso le sorgenti. È l'ovoo (in altre grafie obo o oboo), uno dei luoghi sacri più diffusi del mondo mongolo, presente anche presso i Buriati, i Tuvani e altri popoli della regione.
Che cos'è un ovoo
Nella forma più semplice l'ovoo è un mucchio di pietre accumulate nel tempo dai passanti. Nelle forme più elaborate può avere una struttura conica o a gradini, essere composto da più cumuli disposti secondo uno schema, e includere rami, pali, bandierine di preghiera.
L'ovoo è considerato la dimora o il punto di contatto con i signori del luogo, le potenze che governano una montagna, un passo, un fiume, una valle. Rendere omaggio all'ovoo significa riconoscere che si sta attraversando un territorio che ha i suoi padroni invisibili.
Il gesto del viandante
La pratica più comune è semplice e si ripete ancora oggi. Chi passa davanti a un ovoo:
- si ferma, anche brevemente, invece di tirare dritto;
- gira intorno al cumulo tre volte in senso orario, seguendo il corso del sole;
- aggiunge una pietra al mucchio;
- lascia una piccola offerta: un po' di latte, una caramella, una moneta, a volte un po' di vodka spruzzata nell'aria.
Il senso orario non è un dettaglio: nel mondo mongolo, come in quello tibetano, il movimento che segue il sole è quello di buon auspicio. Chi ha fretta, in auto, spesso suona il clacson passando accanto all'ovoo, come forma abbreviata di saluto.
Le sciarpe azzurre
Sugli ovoo si vedono quasi sempre i khadag, sciarpe cerimoniali di seta o di tessuto leggero. Il colore più diffuso è l'azzurro, che nel mondo mongolo richiama il cielo, e quindi Tengri, la potenza celeste. Il khadag è anche un dono di rispetto tra persone, offerto con entrambe le mani in occasioni solenni.
Accanto alle sciarpe si trovano spesso:
- crani di cavallo o di altri animali, in segno di rispetto per animali cari;
- stampelle e bastoni, lasciati da chi ha chiesto aiuto in un momento difficile;
- banconote, fotografie, piccoli oggetti personali.
La festa dell'ovoo
Oltre al saluto quotidiano, molti ovoo sono il centro di una cerimonia collettiva annuale, tradizionalmente celebrata in estate. La comunità della zona si riunisce, ripara e rinnova il cumulo, offre latte, carne, prodotti caseari, e chiede alle potenze del luogo pioggia, pascoli abbondanti e prosperità per il bestiame.
Alla cerimonia seguivano tradizionalmente gare di lotta, tiro con l'arco e corse di cavalli, le stesse attività del grande festival mongolo del Naadam. In passato le cerimonie dei grandi ovoo erano riservate agli uomini, e ancora oggi in alcune località le donne non salgono fino alla sommità.
Tra sciamanesimo e buddhismo
L'ovoo appartiene alla religione mongola più antica, legata agli spiriti dei luoghi e al cielo. Quando il buddhismo tibetano si affermò in Mongolia, a partire dal XVI secolo, i lama non cancellarono il culto degli ovoo, ma lo integrarono: compilarono testi rituali buddhisti per le cerimonie e affidarono ai monaci il compito di officiarle. Le bandierine di preghiera presenti su molti ovoo sono un segno visibile di questa fusione.
Oggi sciamani e monaci possono entrambi officiare presso un ovoo, a seconda della comunità. Durante il periodo socialista le cerimonie furono scoraggiate, ma i gesti dei viandanti non si sono mai interrotti, e dal 1990 le feste degli ovoo sono tornate a essere celebrate apertamente.
Una lezione di rispetto
L'ovoo insegna qualcosa che lo Studio Esoterico Cornelio considera prezioso: il sacro non è soltanto nei templi, ma lungo la strada. Fermarsi, girare intorno a un cumulo, aggiungere una pietra è un modo di riconoscere che il paesaggio non è vuoto, e che ogni passaggio comporta un rapporto con chi lo abita.
In sintesi
- L'ovoo è un cumulo di pietre sacro presente in Mongolia e presso i popoli vicini.
- È la dimora o il punto di contatto con i signori invisibili del luogo.
- Il viandante gira tre volte in senso orario, aggiunge una pietra e lascia un'offerta.
- Le sciarpe azzurre khadag richiamano il cielo e sono segno di rispetto.
- Il buddhismo ha integrato il culto degli ovoo, che continua a vivere ancora oggi.