Chi visita oggi Cusco vede chiese coloniali costruite su muri inca di pietra perfettamente squadrata. Ciò che non si vede è la rete invisibile che un tempo organizzava lo spazio sacro attorno alla capitale dell'impero. Per gli Inca la valle era punteggiata di centinaia di luoghi venerati, le huaca, disposti lungo linee immaginarie chiamate ceque. È uno dei sistemi di geografia sacra più complessi conosciuti nel mondo antico.
Che cos'è una huaca
La parola quechua huaca (o wak'a) indica qualunque cosa sia sacra o dotata di una forza straordinaria. Poteva essere:
- una montagna, un lago, una sorgente, una grotta;
- una roccia dalla forma insolita, o una pietra legata a un mito;
- un tempio o un altare;
- la mummia di un antenato o di un sovrano;
- un oggetto rituale, una statua, perfino un essere umano o animale nato con caratteristiche fuori dal comune.
Le huaca non erano semplici simboli: erano considerate presenze attive, da nutrire con offerte, da consultare, a cui chiedere protezione. Alcune grandi huaca, come il santuario di Pachacamac sulla costa, avevano oracoli celebri in tutto il mondo andino.
Il sistema dei ceque
La descrizione più completa dell'organizzazione delle huaca di Cusco si deve al gesuita spagnolo Bernabé Cobo, che nella sua Historia del Nuevo Mundo, completata nel 1653, riportò un elenco basato su fonti più antiche. Secondo questo elenco, dal Coricancha, il grande tempio del Sole al centro della città, partivano 41 linee, i ceque, che si irradiavano verso l'orizzonte. Lungo queste linee si trovavano circa 328 huaca.
Il sistema era diviso secondo i quattro suyu, le quattro parti in cui gli Inca dividevano il loro impero, chiamato Tawantinsuyu, «le quattro parti unite». Ogni ceque era affidato alla cura di un gruppo familiare o di un lignaggio, che aveva il compito di fare le offerte alle huaca della sua linea nei giorni stabiliti.
Spazio, tempo e società
Gli studiosi hanno proposto che il sistema dei ceque fosse molto più di un elenco di santuari. Nel Novecento l'antropologo R. Tom Zuidema ne ha studiato a fondo la struttura, suggerendo che le linee e le huaca fossero collegate:
- all'organizzazione sociale di Cusco, con i diversi lignaggi e le loro gerarchie;
- al calendario rituale, perché il numero e la successione delle huaca potevano scandire i giorni dell'anno;
- all'osservazione del cielo, perché alcune linee erano allineate con punti dell'orizzonte dove sorgeva o tramontava il sole in date importanti;
- alla distribuzione dell'acqua per l'irrigazione.
Non tutte queste interpretazioni sono accettate allo stesso modo, ma è chiaro che per gli Inca spazio, tempo, società e sacro erano intrecciati.
Le linee e i quipu
Alcuni studiosi hanno notato una somiglianza tra il sistema dei ceque e i quipu, i cordoni annodati che gli Inca usavano per registrare informazioni. Un quipu ha una corda principale da cui pendono molte cordicelle; il sistema dei ceque ha un centro da cui si irradiano molte linee. È un'analogia affascinante, che mostra come la stessa logica di ordine potesse applicarsi a oggetti diversi.
La distruzione e la sopravvivenza
Dopo la conquista, le autorità ecclesiastiche considerarono le huaca idoli. Nel corso del Seicento furono condotte campagne di «estirpazione delle idolatrie»: si cercavano e distruggevano gli oggetti sacri, si bruciavano le mummie degli antenati, si punivano gli specialisti religiosi. Uno dei documenti più preziosi sulla religione andina, il manoscritto di Huarochirí, scritto in quechua all'inizio del Seicento, è legato proprio al contesto di queste campagne.
Già nel decennio del 1560 era sorto un movimento chiamato Taki Onqoy, «malattia del canto»: i suoi seguaci annunciavano che le huaca si sarebbero sollevate per sconfiggere il dio cristiano e restituire l'ordine andino. Il movimento fu represso, ma testimonia quanto le huaca fossero ancora vive nella coscienza del popolo.
Nonostante tutto, molte huaca non sono mai state dimenticate. Rocce, sorgenti e montagne continuano a ricevere offerte, e il rispetto per i luoghi sacri del paesaggio resta un tratto essenziale della vita andina.
In sintesi
- Una huaca è qualunque luogo, oggetto o essere considerato sacro e potente.
- Bernabé Cobo descrisse 41 ceque che partivano dal Coricancha, con circa 328 huaca.
- Ogni linea era affidata a un gruppo familiare responsabile delle offerte.
- Il sistema univa spazio, calendario, società, cielo e acqua.
- Le campagne di estirpazione del Seicento distrussero molto, ma il culto dei luoghi sacri sopravvive.