La Danza del Sole è la più importante cerimonia comunitaria di molti popoli delle Grandi Pianure nordamericane. Lakota, Cheyenne, Arapaho, Kiowa, Shoshone, Blackfoot e altre nazioni ne hanno praticato forme diverse, ciascuna con nomi, canti e regole propri. Il nome inglese, Sun Dance, è una traduzione approssimativa: i Lakota la chiamano Wiwáŋyaŋg Wačhípi, «danza guardando il sole». Al di là delle differenze locali, il rito condivide un nucleo comune: il rinnovamento della vita del popolo attraverso il sacrificio di alcuni suoi membri.
Un rito d'estate per tutto il popolo
La cerimonia si svolgeva all'inizio dell'estate, quando le bande disperse durante l'inverno si riunivano in un grande accampamento. Era quindi anche un momento sociale: si rinnovavano alleanze, si celebravano matrimoni, si raccontavano le imprese dell'anno. Ma il cuore dell'evento era religioso.
Il rito nasceva spesso da un voto. Una persona, in un momento di pericolo o di bisogno, prometteva di danzare per il bene di un parente, di un amico o dell'intera comunità. La Danza del Sole non era quindi un'esibizione di coraggio individuale, ma un dono offerto perché il popolo potesse continuare a vivere.
L'albero al centro del mondo
L'elemento centrale è un albero, di solito un pioppo americano (cottonwood). La sua scelta e il suo abbattimento sono essi stessi atti rituali: l'albero viene trattato come una persona, avvicinato con preghiere e colpito secondo un ordine preciso. Non deve toccare terra quando cade; viene portato al campo a spalla e innalzato al centro dello spazio cerimoniale.
Intorno all'albero si costruisce una loggia circolare, con un tetto parziale di frasche che lascia libero il centro. In questo modo il cerchio dei danzatori si dispone attorno a un asse che collega la terra al cielo. Sull'albero vengono legati offerte, bandiere di stoffa colorata e talvolta figure di bisonte e di uomo.
Il simbolismo è chiaro anche per chi viene da altre tradizioni: l'albero è l'asse del mondo, il punto in cui la preghiera può salire e la forza della vita scendere.
Il digiuno e il sacrificio
I danzatori si preparano con giorni di purificazione, spesso nella capanna sudatoria. Durante la cerimonia digiunano e non bevono, danzando per ore al ritmo dei tamburi e dei fischietti ricavati da ossa d'aquila, con lo sguardo rivolto verso il sole o verso la cima dell'albero.
Presso alcuni popoli, tra cui i Lakota, una parte dei danzatori offre la propria carne: la pelle del petto viene perforata con piccoli bastoncini di legno, legati con corde all'albero centrale. Il danzatore si tira indietro finché la pelle si lacera e si libera. Altri offrono piccoli frammenti di pelle delle braccia. Il senso, nella spiegazione degli stessi praticanti, è che l'unica cosa che una persona possiede davvero è il proprio corpo: offrirne una parte è il dono più sincero.
Non tutte le nazioni praticavano la perforazione, e non tutti i danzatori la compiono. Per molti il sacrificio consiste nel digiuno, nella fatica e nella preghiera.
Divieti e repressione
Gli osservatori europei e i funzionari governativi videro nella Danza del Sole soprattutto la parte cruenta e la considerarono una pratica barbara. Negli Stati Uniti, a partire dagli anni Ottanta dell'Ottocento, le norme federali sulle «offese indiane» vietarono la danza e altre cerimonie nelle riserve; in Canada restrizioni simili furono introdotte negli stessi decenni. Per lungo tempo il rito sopravvisse in forma ridotta, in segreto o adattato per non attirare sanzioni.
Solo nel Novecento le restrizioni furono progressivamente abbandonate. Negli Stati Uniti l'American Indian Religious Freedom Act del 1978 riconobbe formalmente il diritto dei popoli nativi a praticare le proprie religioni. Oggi la Danza del Sole è di nuovo celebrata in molte comunità.
Riservatezza e rispetto
Molte comunità chiedono che le loro Danze del Sole non siano fotografate né filmate, e alcune non ammettono estranei. È una scelta da rispettare. Il rito non è uno spettacolo e non appartiene a chi lo osserva: chi vi partecipa compie un impegno che dura anni, spesso con la promessa di danzare per più estati consecutive.
Dal punto di vista di chi studia le tradizioni del mondo, la Danza del Sole mostra un'idea antica e diffusa: la vita della comunità si rinnova grazie a un dono volontario, e il sacrificio di pochi è vissuto come servizio a tutti.
In sintesi
- La Danza del Sole è la grande cerimonia estiva di molti popoli delle Pianure, con forme diverse.
- Nasce spesso da un voto fatto per il bene di altri, non per mostrare coraggio.
- L'albero centrale, di solito un pioppo, è l'asse che collega terra e cielo.
- La perforazione della carne è praticata solo da alcuni popoli e da alcuni danzatori.
- Vietata a fine Ottocento, è tornata viva nel Novecento; molte comunità chiedono riservatezza.