I Nenet sono un popolo di lingua samoieda che vive nella tundra della Russia settentrionale, dalla penisola di Kola fino alla penisola del Tajmyr, con il centro principale nella penisola di Jamal. Sono tra i più numerosi popoli indigeni del Nord russo e molti di loro praticano ancora l'allevamento nomade delle renne, con migrazioni stagionali che percorrono centinaia di chilometri. La loro religione tradizionale è profondamente legata a questo modo di vivere.
Num e Nga
Il cosmo nenet è organizzato, come in altre tradizioni siberiane, in livelli sovrapposti. In alto regna Num, la potenza celeste suprema, creatrice e lontana, a cui si rivolgevano sacrifici di renne bianche. In basso si trova Nga, la potenza del mondo inferiore, legata alla morte e alle malattie, alla quale venivano offerte renne di colore scuro.
Tra questi due estremi, la terra dei vivi è abitata da numerosi spiriti: i signori dei luoghi, delle acque, degli animali, e gli spiriti protettori delle famiglie. Una figura femminile importante è Ya-nebya, la «Madre Terra», associata alla nascita e alla protezione delle donne.
Il tadebja
Lo sciamano nenet si chiama tadebja. Le fonti etnografiche lo descrivono come uno specialista che, con il tamburo e il canto, entra in rapporto con gli spiriti per:
- trovare le cause di una sventura o di una malattia secondo le concezioni tradizionali;
- accompagnare le anime dei morti;
- consultare gli spiriti prima di decisioni importanti;
- guidare i sacrifici nei luoghi sacri.
Gli studiosi hanno rilevato che presso i Nenet esistevano diversi gradi e tipi di sciamani, distinti secondo le potenze con cui erano in rapporto e il livello della loro preparazione. Come altrove in Siberia, la vocazione era spesso ereditaria e si manifestava attraverso una crisi.
I luoghi sacri
Uno degli aspetti più caratteristici della religione nenet sono i luoghi sacri sparsi nella tundra. Si tratta di punti precisi del paesaggio, come colline, promontori, isole, in cui si trovano raccolte di oggetti rituali:
- figure antropomorfe di legno, a volte semplici pali intagliati con un volto;
- crani e palchi di renne sacrificate;
- pietre di forma particolare;
- offerte varie, come monete, stoffe, oggetti metallici.
Le figure di legno, chiamate in nenet khekhe in alcune trascrizioni, rappresentano o ospitano gli spiriti. Ogni luogo sacro era legato a una famiglia, a un clan o a una comunità più ampia, e le carovane di renne che passavano nei pressi si fermavano per lasciare un'offerta.
Accanto ai grandi luoghi comuni, ogni accampamento possedeva una propria slitta sacra, sulla quale venivano trasportati gli oggetti rituali della famiglia durante le migrazioni. Era una slitta speciale, a cui le donne non potevano avvicinarsi in certi periodi, e che veniva posta in una posizione determinata rispetto alla tenda.
L'isola di Vajgač
Il luogo sacro più importante della tradizione nenet è l'isola di Vajgač, tra il mare di Barents e il mare di Kara. Il suo nome nenet viene comunemente reso come «terra sacra». Vi si trovavano numerosi santuari con figure di legno e depositi di offerte, visitati da Nenet provenienti da regioni molto lontane.
I viaggiatori e gli esploratori europei che raggiunsero quelle acque tra il XVI e il XVII secolo, alla ricerca di una rotta settentrionale verso l'Asia, lasciarono alcune delle prime descrizioni di questi santuari, con le loro centinaia di figure intagliate. Più tardi, i missionari ortodossi distrussero molti di questi idoli nel corso delle campagne di conversione del XIX secolo.
Continuità e cambiamenti
Nel periodo sovietico i Nenet subirono collettivizzazione, scolarizzazione forzata nei collegi e repressione dei tadebja. Tuttavia la vita nomade nella tundra, lontana dai centri amministrativi, permise a molte pratiche di sopravvivere: i luoghi sacri continuarono a essere visitati, e le slitte sacre continuarono a seguire le migrazioni.
Oggi la penisola di Jamal è al centro di grandi progetti di estrazione del gas, e la tutela dei luoghi sacri e dei pascoli è una questione concreta per le comunità nenet. Lo Studio Esoterico Cornelio vede in questa tradizione un esempio vivo di religione che si muove con il proprio popolo, insieme alle renne e alle stagioni.
In sintesi
- I Nenet sono allevatori nomadi di renne della tundra russa, con centro nella penisola di Jamal.
- Num è la potenza celeste suprema, Nga quella del mondo inferiore.
- Il tadebja è lo sciamano, con gradi e specializzazioni diverse.
- I luoghi sacri della tundra custodiscono figure di legno, crani di renna e offerte.
- L'isola di Vajgač è il santuario più importante, la «terra sacra» dei Nenet.