◎ Sciamanesimo eurasiatico

Il baksy kazako e kirghiso: il kobyz e la leggenda di Korkyt

Il baksy dell'Asia centrale e il kobyz, strumento ad arco di crine: la leggenda di Korkyt Ata che fuggiva la morte e l'incontro tra sciamanesimo e islam.

Nelle steppe del Kazakistan e nelle montagne del Kirghizistan, presso popoli di lingua turca che da secoli si riconoscono nell'islam, è sopravvissuta una figura che gli studiosi accostano agli sciamani siberiani: il baksy (in kirghiso anche bakshy). A differenza dello sciamano siberiano, il baksy non usava di regola il tamburo, ma uno strumento ad arco dal suono profondo, il kobyz, legato a una delle leggende più belle dell'Asia centrale.

Chi era il baksy

Il baksy era uno specialista consultato in occasione di malattie, sventure, sterilità, smarrimenti, secondo le concezioni tradizionali della comunità. Le fonti etnografiche dell'Ottocento e del primo Novecento lo descrivono mentre, suonando, canta invocazioni, entra in uno stato di forte eccitazione, chiama i propri spiriti ausiliari e cerca di scacciare quelli considerati responsabili del male.

Alcuni tratti caratteristici delle sedute descritte dagli osservatori:

  • il canto accompagnato dal kobyz, a volte per molte ore;
  • movimenti intensi, salti, a volte prove spettacolari come il contatto con ferri arroventati;
  • l'invocazione di una schiera di spiriti, chiamati con nomi diversi;
  • la presenza attiva della famiglia e dei vicini.

Come in Siberia, la vocazione del baksy era spesso descritta come una chiamata degli spiriti, accompagnata da una crisi.

Il kobyz

Il kobyz, o qyl-qobyz, è uno strumento a due corde fatte di crine di cavallo, suonato con un arco anch'esso di crine. La cassa, scavata in un unico pezzo di legno, è aperta nella parte superiore e coperta in basso da una pelle. Il suo suono è grave, vibrante, ricco di armonici, e viene spesso paragonato a una voce umana o al lamento di un animale.

Nel mondo kazako il kobyz era considerato uno strumento sacro. Sugli esemplari tradizionali si appendevano piccoli specchi, pendagli metallici, piume di gufo e altri oggetti protettivi, che ricordano le decorazioni del costume sciamanico siberiano.

La leggenda di Korkyt Ata

Al kobyz è legata la figura di Korkyt Ata, il «padre Korkyt», venerato dai popoli turchi come saggio, cantore e primo baksy. Il suo nome compare anche nel Libro di Dede Korkut, raccolta epica dei Turchi oghuz, dove è il saggio che dà i nomi agli eroi e ne canta le imprese.

Nella versione kazaka della leggenda, Korkyt sogna di dover morire giovane. Per sfuggire alla morte parte in viaggio verso i quattro angoli del mondo, ma ovunque vada incontra persone che scavano una tomba: è la sua. Torna allora sulle rive del fiume Syr Darya, sua terra d'origine, e costruisce il primo kobyz. Finché suona, la morte non può avvicinarsi. Suona giorno e notte, finché, sopraffatto dalla stanchezza, si addormenta: la morte arriva allora sotto forma di serpente.

La leggenda unisce in modo potente musica, morte e trascendenza. Il suono del kobyz è ciò che tiene a distanza la fine, e per questo lo strumento diventa il veicolo del baksy verso il mondo degli spiriti.

Sciamanesimo e islam

Uno degli aspetti più interessanti del baksy è il suo rapporto con l'islam. I Kazaki e i Kirghisi si convertirono all'islam in modo graduale, e in molte comunità la religione islamica si fuse con credenze più antiche senza cancellarle.

Elemento Origine tradizionale
Spiriti ausiliari, antenati religione turca preislamica
Santi musulmani, angeli, jinn islam
Formule coraniche nelle invocazioni islam popolare
Kobyz e canto rituale tradizione dei baksy

Nelle invocazioni del baksy registrate dagli etnografi si trovano accanto i nomi di spiriti tradizionali e di santi musulmani. Questa sintesi è tipica della religiosità popolare dell'Asia centrale.

Dalla repressione alla scena

Nel periodo sovietico i baksy furono perseguitati come le altre figure religiose, e molte linee di trasmissione si interruppero. Il kobyz, però, sopravvisse come strumento musicale, adattato anche alla musica orchestrale. Il mausoleo-memoriale dedicato a Korkyt Ata, nella regione di Kyzylorda in Kazakistan, è oggi un luogo visitato e un simbolo di identità culturale. Lo Studio Esoterico Cornelio vede nel kobyz un esempio raro di strumento rituale che ha saputo attraversare i secoli trasformandosi senza perdere la propria memoria.

In sintesi

  • Il baksy è lo specialista rituale dei Kazaki e dei Kirghisi, accostato agli sciamani siberiani.
  • Invece del tamburo suonava il kobyz, strumento ad arco con corde di crine di cavallo.
  • La leggenda di Korkyt Ata racconta l'invenzione del kobyz per tenere lontana la morte.
  • Le invocazioni dei baksy uniscono spiriti antichi e santi musulmani.
  • Il kobyz è sopravvissuto alla repressione come strumento musicale e simbolo culturale.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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