Gli Akan sono un insieme di popoli dell'Africa occidentale che vivono soprattutto nel Ghana meridionale e centrale e in parte della Costa d'Avorio. Ne fanno parte, fra gli altri, gli Asante (Ashanti), i Fante, gli Akyem e i Bono. La loro tradizione religiosa è ricchissima di simboli: tra questi, due in particolare hanno raggiunto fama mondiale, lo Sgabello d'oro degli Asante e i simboli adinkra.
Il mondo spirituale akan
La visione religiosa akan si può descrivere come un sistema a più livelli:
| Livello | Chi sono | Ruolo |
|---|---|---|
| Onyame (o Nyame) | il Dio supremo, legato al cielo | creatore, lontano ma onnipresente |
| Asase Yaa | la Terra, figura femminile | sostiene la vita; in molti luoghi non si lavora la terra il giorno a lei dedicato |
| Abosom | divinità minori | spesso legate a fiumi, laghi, foreste |
| Nsamanfo | gli antenati | vegliano sulla famiglia e sulla comunità |
Nei racconti popolari compare anche Ananse, il ragno astuto che, secondo una storia famosa, ottenne da Nyame la proprietà di tutti i racconti del mondo. Le storie di Ananse hanno viaggiato con la diaspora fino ai Caraibi, dove il ragno è ancora protagonista di fiabe.
L'essere umano secondo gli Akan
Il pensiero akan descrive la persona come composta da diversi elementi:
- l'okra, l'anima, scintilla proveniente da Dio, che porta con sé il destino;
- il sunsum, lo spirito personale, che dà carattere e forza alla persona;
- il mogya, il «sangue», trasmesso dalla madre, che determina l'appartenenza al clan;
- il ntoro, il principio trasmesso dal padre.
Il legame del mogya con la madre spiega perché la società akan sia tradizionalmente matrilineare: l'eredità e la successione passano attraverso la linea materna.
Gli sgabelli e gli antenati
Nella cultura akan lo sgabello (dwa) non è un semplice mobile. Si ritiene che lo sgabello personale accolga qualcosa dello spirito di chi lo usa. Per questo, quando non viene utilizzato, lo si appoggia spesso inclinato, perché nessun altro spirito vi si sieda.
Alla morte di un capo importante, il suo sgabello può essere annerito con un trattamento rituale e conservato nella casa degli sgabelli. Questi sgabelli anneriti diventano il centro del culto degli antenati regali e ricevono offerte nelle grandi feste, come l'Akwasidae, celebrata periodicamente secondo il calendario tradizionale.
Lo Sgabello d'oro
Il simbolo supremo degli Asante è lo Sgabello d'oro, chiamato Sika Dwa Kofi, «lo sgabello d'oro nato di venerdì». La tradizione racconta che alla fine del Seicento il sacerdote Okomfo Anokye lo fece scendere dal cielo, in mezzo a nubi e tuoni, sulle ginocchia del re Osei Tutu, fondatore dell'unione asante.
Lo Sgabello d'oro non è un trono. Si ritiene che contenga il sunsum, l'anima dell'intera nazione asante. Le regole che lo riguardano sono rigorose:
- nessuno vi si siede, nemmeno il re;
- non tocca mai il suolo, ma poggia su un sostegno proprio;
- viene mostrato solo in occasioni solenni.
Nel 1900, quando un governatore britannico pretese di sedervisi, la richiesta fu sentita come un affronto intollerabile. Ne nacque una guerra, nota come guerra dello Sgabello d'oro, guidata dalla regina madre Yaa Asantewaa, oggi ricordata in Ghana come una figura eroica. Lo Sgabello fu nascosto e protetto, e non cadde mai nelle mani dei colonizzatori.
I simboli adinkra
I simboli adinkra sono un vasto repertorio di segni grafici, ciascuno associato a un proverbio, a un concetto o a un valore. Tradizionalmente venivano impressi sui tessuti con timbri ricavati dalla zucca e un inchiostro scuro ottenuto dalla corteccia di un albero. I tessuti adinkra erano indossati soprattutto in occasione dei funerali: il nome stesso viene spesso collegato all'idea di «separazione» e di «addio».
Alcuni dei simboli più noti:
- Gye Nyame, «eccetto Dio»: la supremazia di Dio su ogni cosa;
- Sankofa, un uccello che volge la testa all'indietro, o un motivo a forma di cuore: «torna indietro a prenderlo», cioè impara dal passato per costruire il futuro;
- Dwennimmen, le corna d'ariete: forza unita all'umiltà;
- Funtunfunefu Denkyemfunefu, due coccodrilli che condividono un solo stomaco: l'unità nella diversità;
- Adinkrahene, cerchi concentrici, «re dei simboli adinkra»: grandezza e leadership.
Oggi gli adinkra compaiono ovunque: tessuti, gioielli, architettura, loghi, monumenti. Sankofa, in particolare, è diventato un simbolo della diaspora africana nelle Americhe, come invito a riscoprire le proprie radici.
In sintesi
- Gli Akan del Ghana venerano Onyame, Asase Yaa, le divinità abosom e gli antenati.
- La persona è composta da okra, sunsum, mogya e ntoro; la società è matrilineare.
- Gli sgabelli custodiscono lo spirito di chi li usa; quelli anneriti onorano gli antenati regali.
- Lo Sgabello d'oro, sceso dal cielo secondo la tradizione, custodisce l'anima della nazione asante.
- I simboli adinkra traducono proverbi e valori in segni, come Gye Nyame e Sankofa.